Fino a pochi mesi fa era soltanto un’idea nell’aria, quasi un’ipotesi suggerita da voci di corridoio. Adesso, con le informazioni riportate da The Information, il primo dispositivo hardware di OpenAI inizia ad assumere una forma ben precisa: uno smart speaker dotato di fotocamera, pensato per portare ChatGPT all’interno delle abitazioni. L’uscita sul mercato è attesa non prima del febbraio 2027, con una fascia di prezzo compresa tra 200 e 300 dollari.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra OpenAI e Jony Ive, il designer che ha plasmato l’identità visiva di Apple per oltre due decenni, dando vita a oggetti come l’iPhone, l’iMac e l’iPod. L’acquisizione della sua società, io Products, è avvenuta nel maggio 2025 per una cifra prossima ai 6,5 miliardi di dollari. Un investimento che rivela con chiarezza le ambizioni dell’azienda nel segmento consumer.
Un assistente che vede, ascolta e riconosce
Ciò che distingue il dispositivo dagli smart speaker già presenti sul mercato è la presenza di una fotocamera integrata, capace di elaborare informazioni sull’ambiente circostante in tempo reale. Il sistema non si limita a raccogliere comandi vocali: riesce a identificare oggetti nelle vicinanze, a seguire le conversazioni che avvengono nella stanza e a costruire un modello contestuale dell’utente nel tempo.
Tra le funzioni più rilevanti descritte dalle fonti c’è il riconoscimento facciale, concepito in modo simile al Face ID di Apple. Attraverso questa tecnologia, il dispositivo sarebbe in grado di autenticare l’utente e autorizzare operazioni di acquisto, senza la necessità di inserire una password o ricorrere a un secondo dispositivo.
Secondo quanto emerso da una presentazione interna, lo speaker osserverebbe i comportamenti quotidiani degli utenti e formulerebbe suggerimenti pratici: per esempio, segnalare l’opportunità di andare a dormire prima del solito se il giorno seguente è previsto un impegno mattutino.
La roadmap hardware di OpenAI
Lo smart speaker non è l’unico prodotto in lavorazione. OpenAI avrebbe in cantiere anche una lampada intelligente e starebbe valutando l’ingresso nel segmento degli occhiali smart, con cui entrerebbe in competizione diretta con Meta e i suoi Ray-Ban. Queste ultime categorie, però, richiedono tempi ben più lunghi: l’orizzonte ipotizzato è il 2028 o oltre, e non è escluso che alcuni progetti possano essere abbandonati prima ancora di raggiungere la fase di lancio.
A gestire l’intero processo di sviluppo hardware c’è un team interno di circa 200 ingegneri, una struttura già considerevole per un’azienda che fino a poco tempo fa operava esclusivamente nel software. La scelta di partire da uno smart speaker risponde a una logica precisa: si tratta di un formato già radicato nelle abitudini domestiche degli utenti, relativamente semplice da adottare, ma abbastanza flessibile da integrare funzionalità avanzate di intelligenza artificiale.
Il nodo privacy e la concorrenza
La presenza di una fotocamera sempre attiva all’interno di un dispositivo domestico non è un dettaglio secondario. Al contrario, rappresenta uno dei punti su cui si concentrerà maggiore attenzione da parte del pubblico e dei regolatori. OpenAI non ha ancora reso note le modalità con cui i dati raccolti verranno trattati, conservati o eventualmente condivisi, e questo aspetto sarà determinante per la percezione del prodotto al momento del lancio.
Sul fronte della concorrenza, la strada è già affollata. Amazon con Echo, Google con Nest e Apple con HomePod si contendono da anni questo spazio, e nessuno di loro è rimasto fermo ad aspettare. Apple, in particolare, starebbe per lanciare un dispositivo con caratteristiche per certi versi sovrapponibili: uno smart display con fotocamera integrata, pensato per la gestione della casa e le videochiamate, con una versione aggiornata di Siri al centro dell’esperienza.
Il confronto tra i due prodotti potrebbe diventare uno dei temi tecnologici più discussi del 2027, a patto che OpenAI rispetti le tempistiche dichiarate e che il dispositivo superi indenni le ultime fasi di sviluppo.

