ChatGPT è più utilizzato di Wikipedia: la fine del sapere tradizionale?

Wikipedia

Nel giro di pochi mesi la ricerca di informazioni online ha mostrato un cambio di passo sorprendente. Dal suo debutto nel novembre 2022, ChatGPT – il sistema conversazionale di OpenAI – ha attratto una platea di cento milioni di persone in appena sessanta giorni, un primato mai registrato da alcuna applicazione web.

Questo exploit ha coinciso con un calo progressivo della partecipazione su Wikipedia, il progetto enciclopedico collaborativo che per oltre vent’anni ha rappresentato una tappa obbligata per chiunque cercasse fonti attendibili.

Un record di adozione senza precedenti

Secondo un’analisi diffusa da GWI, società britannica specializzata nello studio dei comportamenti digitali, tra il quarto trimestre 2023 e quello 2024 il bacino di utenti di ChatGPT è cresciuto del 36 percento.

Nessuna delle principali piattaforme monitorate ha registrato un ritmo paragonabile nello stesso intervallo temporale: la maggior parte è rimasta sostanzialmente stabile. L’espansione più marcata del chatbot si osserva in Kenya, India, Emirati Arabi Uniti e Brasile, dove un pubblico giovane e connesso ne fa uso quotidiano.

Tra gli studenti l’interesse è ancora più evidente: quasi uno su due interagisce regolarmente con il modello linguistico per studio, approfondimento o curiosità personale.

L’enciclopedia collaborativa perde terreno

Mentre l’assistente di OpenAI guadagnava terreno, il traffico verso Wikipedia mostrava segnali di contrazione a partire dal 2020. Lo stesso report GWI indica che, nel primo trimestre 2024, la soglia di visitatori del sito enciclopedico è stata superata da quella del chatbot.

La tendenza viene rispecchiata anche dai dati Similarweb: nella graduatoria globale del traffico web, l’enciclopedia si colloca oggi al decimo posto, mentre ChatGPT compare in sesta posizione.

Un portavoce della Wikimedia Foundation, organismo che sostiene e gestisce il progetto, ha dichiarato di non aver osservato un calo significativo dal 2021, ponendo l’accento sulla solidità della community dei contributor.

I numeri aggregati, però, evidenziano un progressivo spostamento dell’attenzione verso lo strumento basato su intelligenza artificiale.

Domande aperte su accuratezza e diritti d’autore

L’espansione dei modelli generativi solleva interrogativi non trascurabili. Le cosiddette “allucinazioni”, ovvero risposte scorrette presentate con sicurezza, e i bias dovuti ai dati d’addestramento restano nodi tecnici di primo piano.

A questi si affianca la questione del materiale utilizzato per istruire gli algoritmi: gran parte proviene da repository pubblici, fra cui la stessa Wikipedia, senza un riconoscimento puntuale agli autori originali.

Da un lato c’è un progetto redatto nel tempo libero da circa quarantanove milioni di volontari che citano sistematicamente le fonti; dall’altro un sistema che rielabora enormi quantità di testo e restituisce sintesi prive di attribuzione. Il confronto, che coinvolge editori, accademici e legislatori, ruota intorno a licenze, compensi e trasparenza del processo.

Il panorama dell’informazione online, dunque, vive una fase di riequilibrio: la consultazione immediata offerta da ChatGPT attira un pubblico vasto ed eterogeneo, ma la qualità del sapere condiviso dipende ancora dall’impegno di chi contribuisce ai progetti open.

Resta da vedere come si definiranno le future forme di convivenza tra intelligenza artificiale e comunità di redattori volontari.

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