Bitchat: come funziona l’app per inviare messaggi senza SIM e senza internet

Bitchat

Jack Dorsey, già cofondatore di Twitter (oggi X), sta sperimentando un sistema di messaggistica capace di aggirare completamente la rete Internet. L’applicazione, battezzata Bitchat, scambia i dati esclusivamente tramite Bluetooth Low Energy (BLE), costruendo al volo una fitta trama di smartphone collegati tra loro.

Chi desidera provarla dovrà aspettare: i posti sulla versione TestFlight per iOS sono finiti in poche ore, mentre un whitepaper pubblicato su GitHub svela i princìpi tecnici alla base del progetto.

Rete mesh e consegna dei messaggi

Per inviare un messaggio, Bitchat sfrutta la stessa tecnologia che collega cuffie wireless e smartwatch: BLE. Ogni telefono diventa simultaneamente trasmettitore e ricevitore, pubblicando la propria presenza e captando i pacchetti dei dispositivi vicini.

Quando due utenti si trovano fuori dal classico raggio di circa 30 metri, il testo raggiunge comunque il destinatario saltando da un dispositivo all’altro. Il limite di inoltri, fissato a sette passaggi (TTL = 7), moltiplica la copertura teorica oltre i 200 metri se la catena di nodi resta ininterrotta.

Tutto questo avviene senza antenne cellulari, router o server centrali, poiché l’intera infrastruttura coincide con i telefoni stessi.

Nel caso in cui il destinatario sia temporaneamente offline, Bitchat impiega la strategia “store-and-forward”: il messaggio resta in memoria sugli smartphone circostanti finché il contatto non rientra nel raggio BLE. La conservazione dura 12 ore per i contatti normali; per quelli contrassegnati come preferiti può protrarsi oltre, entro limiti predefiniti.

Protezione dei dati

L’app evita qualunque forma di registrazione. All’avvio si genera un identificativo casuale valido solo per la sessione corrente, eliminato alla chiusura. Numeri di telefono, email e cloud restano fuori dal gioco.

La crittografia end-to-end è doppia: X25519 negozia le chiavi pubbliche, mentre AES-256-GCM sigilla il contenuto. Nelle conversazioni di gruppo, la chiave deriva da una password comune trasformata con Argon2id.

Ogni pacchetto porta inoltre una firma digitale per bloccare tentativi di alterazione, mentre l’applicazione inserisce ritardi casuali e pacchetti simulati per confondere eventuali analisi sul traffico. Queste tecniche riducono drasticamente la facoltà di correlare i metadati alle persone, rendendo le intercettazioni locali estremamente complicate.

Espansioni previste e scenari di utilizzo

Bitchat è ancora in fase alfa, eppure la roadmap è già corposa. Dorsey intende integrare Wi-Fi Direct per estendere la portata di ogni nodo fino a circa 200 metri, collegamenti ultrasonici per brevi distanze anche attraverso ostacoli, LoRa per tratte di diversi chilometri e un ponte facoltativo con Nostr, protocollo decentralizzato che potrebbe unire più isole mesh.

Il progetto guarda a contesti dove la connettività convenzionale vacilla o viene monitorata: emergenze climatiche, blackout energetici, aree rurali prive di segnale, manifestazioni in cui la privacy riveste importanza.

Anziché rimpiazzare WhatsApp o Telegram, Bitchat punta a fornire un canale discreto, resiliente e a costo zero, capace di adattarsi alle situazioni in cui la rete tradizionale non è disponibile o non è desiderata.

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