Betelgeuse, prima immagine della stella compagna grazie al telescopio Gemini North

Betelgeuse
Credit: International Gemini Observatory/NOIRLab/NSF/AURA

La prima immagine della compagna di Betelgeuse scattata dal team guidato dall’astrofisico Steven Howell segna un traguardo che gli studiosi inseguivano da oltre un secolo.

Grazie al telescopio Gemini North sul Maunakea, alle Hawaii, e alla tecnica dello speckle imaging, gli astronomi sono riusciti a separare la fioca luce di una stella di 1,5 masse solari dal bagliore abbagliante della supergigante rossa che domina la spalla sinistra di Orione.

L’oggetto secondario orbita a circa 4 unità astronomiche, praticamente sfiorando l’atmosfera estesa di Betelgeuse, e rivela la causa del misterioso ciclo di luminosità lungo sei anni registrato sin dall’Ottocento.

Il metodo che ha reso possibile l’impresa

Raffiche di esposizioni brevissime scattate con ‘Alopeke – lo strumento dal nome hawaiano che significa “volpe” – hanno congelato la turbolenza atmosferica in istantanee distinte. Con ognuna di queste immagini, la risoluzione angolare si è spinta oltre il limite dei telescopi spaziali, evitando che la brillante Betelgeuse saturasse i sensori.

Il risultato è un mosaico digitale in cui la compagna nascosta appare puntiforme, separata dal diffusissimo alone rosso della supergigante. Il successo di Gemini North dimostra che, con esposizioni inferiori a un centesimo di secondo, è possibile distinguere corpi celesti vicinissimi nel firmamento.

Ritratto della gigante di Orione

Betelgeuse, posta a oltre 500 anni luce dalla Terra, possiede una massa venti volte quella del Sole e un diametro tale che, collocata al centro del Sistema Solare, la sua atmosfera raggiungerebbe l’orbita di Giove.

La stella, appena 8,5 milioni di anni di età, brucia il proprio combustibile con un ritmo rapidissimo e si avvia a esplodere come supernova in tempi astronomicamente brevi.

Gli studiosi monitorano da secoli le sue variazioni di luminosità: un ciclo di 400 giorni legato alla pulsazione interna e uno di sei anni rimasto a lungo inspiegato.

Il forte calo del 2019-2020 – in seguito attribuito a una nube di polveri espulse dalla superficie – ha ricordato quanto sia instabile questa colossale fornace stellare.

Perché la scoperta chiarisce il ritmo di sei anni

L’immagine ottenuta mostra una stella più blu, quindi più calda, che percorre un’orbita strettissima intorno a Betelgeuse. Mentre la compagna transita dietro l’atmosfera espansa della supergigante, parte della sua luce viene schermata, modulando la luminosità complessiva osservata da Terra e originando il ritmo di sei anni.

Il prossimo novembre 2027 l’astro secondario toccherà la massima separazione angolare, offrendo agli scienziati un’occasione preziosa per misurarne temperatura, spettro e massa con maggiore precisione.

Queste osservazioni consentiranno di comprendere meglio gli ultimi stadi di vita delle stelle massicce e forniranno un parametro fondamentale per prevedere l’esplosione finale di Betelgeuse come supernova diurna.

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