Artemis II verso la Luna: guasto al flusso di elio blocca il lancio, si rischia il rinvio ad aprile

NASA Artemis II
Credit: NASA/Brandon Hancock

La corsa verso la Luna subisce un nuovo stop. Un’anomalia tecnica rilevata dopo il completamento del Wet Dress Rehearsal ha messo in discussione la data di lancio di Artemis II, la prima missione con equipaggio destinata a portare quattro astronauti nello Spazio profondo dopo decenni di attesa. A rendere pubblica la notizia è stato Jared Isaacman, amministratore della NASA, il quale ha confermato come la finestra di lancio di marzo sia ormai quasi certamente compromessa.

Fino a pochi giorni prima, tutto sembrava procedere regolarmente. L’agenzia spaziale statunitense aveva portato a termine il Wet Dress Rehearsal — la simulazione completa delle procedure pre-lancio per il razzo SLS (Space Launch System) e la capsula Orion — e si avvicinava alla possibile data del 7 marzo alle 2:29 ora italiana, con slot di riserva l’8 marzo alle 2:57 e il 9 marzo alle 3:56.

Il guasto che blocca il decollo

A stravolgere la situazione è la scoperta di un’anomalia nel flusso di elio destinato all’ICPS (Interim Cryogenic Propulsion Stage), lo stadio superiore del vettore SLS. L’elio svolge un ruolo imprescindibile nell’intera sequenza di lancio: serve a pressurizzare i serbatoi del propellente e a spurgare le linee dei motori con un gas inerte, a garanzia del corretto funzionamento del sistema propulsivo.

A complicare il quadro ci sono anche le condizioni meteorologiche: le pedane di supporto installate per accedere ai sistemi non possono essere rimosse in presenza di forte vento, atteso in Florida nei giorni successivi all’annuncio. Isaacman ha indicato come probabile il rientro di SLS e della capsula Orion al Vehicle Assembly Building — il VAB — del Kennedy Space Center, dove si trovano i sistemi di assemblaggio e verifica.

Le ipotesi degli ingegneri

L’origine esatta del guasto resta ancora da determinare con certezza. Tra le cause al vaglio, gli ingegneri valutano un problema al filtro posizionato sul sistema di collegamento tra la sezione di terra e il razzo.

Non è da escludere nemmeno un malfunzionamento al braccio di disconnessione rapida, componente che in passato aveva già registrato anomalie dello stesso tipo. Sotto esame vi sono anche valvole a bordo di NASA SLS, a dispetto degli interventi tecnici eseguiti al termine della missione precedente proprio per prevenire questo tipo di guasti.

A richiamare l’attenzione degli esperti è il fatto che i serbatoi di elio avevano operato senza intoppi durante i due Wet Dress Rehearsal precedenti. Il guasto si è manifestato in una procedura ordinaria di ripressurizzazione — lo stesso scenario in cui si era verificata un’anomalia del tutto analoga durante la missione Artemis I — e questo porta gli ingegneri a ritenere che il problema possa risiedere in un componente soggetto a usura progressiva.

Quando partirà Artemis II

Il rientro al VAB renderà di fatto impossibile rispettare qualsiasi finestra di lancio nel mese di marzo. Sia Isaacman sia il comunicato ufficiale dell’agenzia hanno precisato che l’anomalia avrà un effetto «quasi sicuro sulla finestra di lancio di marzo» e che la NASA si impegna ad aggiornare il pubblico con costanza. La prossima conferenza stampa, prevista per la settimana successiva all’annuncio, dovrebbe fare chiarezza sullo stato delle operazioni.

Le prime date disponibili ad aprile per il decollo di Artemis II sono il 4 aprile alle 2:00, il 5 aprile alle 2:53 e il 2 aprile alle 0:24 (orari italiani). A proposito dell’accaduto, Isaacman ha espresso comprensione per la delusione del pubblico, con la precisazione che tale sentimento è condiviso anzitutto dal team della NASA, impegnato da mesi in una preparazione estenuante.

Per inquadrare storicamente il momento, l’amministratore ha ricordato che anche negli anni Sessanta, quando l’agenzia raggiunse traguardi allora ritenuti impossibili e mai più replicati, ci furono alcuni stop. Neil Armstrong stesso trascorse diverse ore a bordo di Gemini 8 prima dell’interruzione della missione a causa di un guasto tecnico. Poco più di tre anni dopo, fu proprio lui a diventare il primo uomo a camminare sulla Luna.

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