La NASA ha aggiornato lo stato di preparazione di Artemis II, confermando che la riparazione sullo stadio superiore del razzo SLS è stata completata. Il problema, emerso dopo il secondo Wet Dress Rehearsal, aveva ridotto il flusso di elio e costretto i team a riportare il veicolo nel Vehicle Assembly Building per un intervento rapido. Al momento non risultano finestre utili prima di aprile e il rientro in rampa resta legato agli ultimi controlli previsti nelle prossime settimane, con uscita dal VAB indicata verso la fine di marzo.
Il guasto dell’elio e il rientro forzato nel VAB
Dopo la conclusione del secondo test di rifornimento e simulazione pre-lancio, l’obiettivo operativo puntava a un decollo a inizio marzo. Nelle ore immediatamente successive, i tecnici hanno osservato una riduzione del passaggio di elio nello stadio superiore, un segnale che ha portato a interrompere la sequenza e a riportare il razzo all’interno del VAB. L’attenzione si è concentrata sul collegamento tra sistemi di terra e veicolo, cioè il punto in cui l’elio passa verso l’hardware di volo.
Gli ingegneri hanno individuato la causa in meno di una settimana. Una guarnizione presente nel sistema di sgancio rapido risultava fuori posizione e finiva per ostacolare il percorso dell’elio. Una volta sostituito il componente, la squadra ha avviato una procedura di verifica con passaggi dedicati a confermare che il flusso tornasse nei parametri attesi. L’esito della convalida ha permesso di chiudere la riparazione e di riprendere la pianificazione delle attività di preparazione.
Riparazione chiusa e check tecnici prima del ritorno in rampa
Mentre l’intervento sullo stadio superiore entrava nella fase finale, i team hanno approfittato della finestra in VAB per aggiornare altri sistemi che richiedono tempi e accessi specifici. È stata completata la sostituzione delle batterie del sistema di terminazione del volo per lo stadio superiore, lo stadio inferiore e i booster, un passaggio essenziale per mantenere la piena operatività delle catene di sicurezza e controllo. In parallelo è arrivata la ricarica delle batterie del sistema di interruzione del lancio di Orion, così da allineare lo stato di carica alle necessità della fase di conto alla rovescia.
Resta inoltre prevista la sostituzione di un’ulteriore guarnizione collegata al sistema di caricamento dell’ossigeno liquido dello stadio inferiore. Questo tipo di interventi, anche quando appaiono circoscritti, influenza direttamente la tabella di marcia, perché richiede test successivi e verifiche incrociate tra più sottosistemi. Se non emergeranno nuove anomalie, l’obiettivo indicato è il ritorno del razzo sulla base di lancio entro la fine di marzo, con le attività a terra pronte a riattivare la sequenza di preparazione al decollo.
Finestre di aprile e nuove tappe del programma Artemis
Con l’attuale pianificazione, le opportunità di lancio ricadono ad aprile. Nel calendario compaiono le date del 6, 5, 4 e 3 aprile, seguite dal 30 aprile, mentre la prima apertura resta fissata per il 1 aprile alle 18:24, che corrispondono alle 22:24 in Italia. Artemis II prevede un sorvolo della Luna e il rientro sulla Terra, con quattro astronauti impegnati in una missione di circa dieci giorni. L’obiettivo è consolidare la sequenza completa di volo del sistema Orion prima delle fasi che porteranno all’allunaggio.
Nel frattempo l’agenzia ha delineato anche l’evoluzione delle missioni successive. Le indicazioni più recenti spostano l’allunaggio all’inizio del 2028 con Artemis IV. Artemis III, collocata a metà 2027, viene descritta come tappa dedicata al test di aggancio tra Orion e i lander di SpaceX e/o Blue Origin in orbita terrestre bassa.
A partire da Artemis IV è previsto l’uso di un diverso stadio superiore, dopo la cancellazione dell’Exploration Upper Stage, e Artemis V, attesa entro la fine del 2028, viene associata all’avvio della costruzione di una base lunare, con una cadenza annuale indicata per le missioni successive.

