Apple torna ad aggiornare il Mac mini dopo quasi due anni di attesa. La nuova generazione del computer è stata presentata in due versioni, una equipaggiata con il nuovissimo chip M6 e l’altra destinata agli utenti più esigenti, basata su M5 Pro. Il precedente aggiornamento della gamma risaliva infatti all’ottobre del 2024.
La novità principale è rappresentata proprio dall’M6, il primo processore Apple realizzato attraverso un processo produttivo a 2 nanometri. L’evoluzione non si limita però alla potenza di calcolo: i nuovi modelli introducono Wi-Fi 7, Bluetooth 6, connessioni Ethernet più veloci e, nella versione Pro, anche Thunderbolt 5.
M6 inaugura l’era dei 2 nanometri per Apple
Realizzato su un unico die, il nuovo Apple M6 può integrare fino a 12 core CPU, suddivisi tra due core Super, quattro Performance e sei Efficiency. La GPU arriva a sua volta a 12 core, ciascuno dotato di un Neural Accelerator pensato per sostenere operazioni parallele, calcoli con matrici e modelli generativi.
La memoria unificata può raggiungere i 32 GB, mentre la banda disponibile sale a 170 GB al secondo. Uno degli elementi più interessanti è il Dual Neural Engine da 16 core, composto quindi da due unità dedicate. Secondo Apple, questa soluzione permette di ottenere fino al doppio della potenza di picco rispetto alle generazioni precedenti durante l’esecuzione dei carichi legati all’intelligenza artificiale.
Neural Accelerator e Neural Engine svolgono compiti diversi. Il primo è integrato nella GPU ed entra in gioco soprattutto nelle elaborazioni parallele. Il secondo è invece un componente separato del SoC, progettato per gestire in modo efficiente le operazioni di machine learning e inferenza.
Più potenza per intelligenza artificiale e gaming
Il confronto diretto con il precedente Mac mini M4 permette di comprendere meglio il salto generazionale annunciato. Prendendo come riferimento una configurazione con CPU e GPU da 10 core e 32 GB di memoria unificata, Apple dichiara per il modello M6 prestazioni fino a quattro volte superiori nei calcoli di intelligenza artificiale.
L’azienda segnala inoltre una velocità raddoppiata per lo storage e un miglioramento del 40% nelle operazioni affidate alla CPU. Risultati ancora più marcati emergono mettendo a confronto il nuovo computer con le generazioni meno recenti.
Nell’elaborazione dei prompt per i modelli linguistici attraverso LM Studio, Mac mini M6 raggiungerebbe una velocità fino a 13,5 volte superiore rispetto alla versione con M1 e fino a 4,8 volte maggiore rispetto al modello M4. Anche il gaming beneficia della nuova architettura: con Cyberpunk 2077 e ray tracing attivo, le prestazioni dichiarate risultano fino a due volte superiori a quelle del Mac mini M4.
Mac mini con M5 Pro per i carichi più impegnativi
Accanto alla configurazione con M6 trova spazio il modello con M5 Pro, rivolto soprattutto alle attività professionali, alla produzione video e ai videogiochi. Questa variante può essere configurata con una CPU fino a 18 core e una GPU fino a 20 core.
Cambia anche la quantità massima di memoria unificata, che arriva a 64 GB, il doppio rispetto al limite previsto per il Mac mini M6. La banda della memoria raggiunge invece 307 GB al secondo, offrendo maggiori risorse per affrontare progetti particolarmente complessi.
Le due versioni seguono quindi percorsi differenti. Il modello M6 introduce la nuova generazione di chip a 2 nanometri e concentra l’attenzione sull’intelligenza artificiale, mentre quello con M5 Pro mette a disposizione una configurazione più ampia per CPU, GPU e memoria.
Wi-Fi 7, Bluetooth 6 e nuove possibilità di connessione
Apple ha aggiornato in maniera significativa anche la connettività. Entrambi i modelli supportano Wi-Fi 7 e Bluetooth 6, oltre a integrare una porta Ethernet da 2,5 Gb/s nella configurazione standard. Al momento dell’acquisto è possibile scegliere anche una connessione Ethernet da 10 Gb/s.
Sul lato frontale sono presenti due porte USB-C compatibili con lo standard USB 3 e un jack audio capace di gestire cuffie ad alta impedenza. Le differenze più importanti emergono invece osservando il pannello posteriore.
Il Mac mini con M6 dispone di tre porte Thunderbolt 4, mentre la variante con M5 Pro offre tre connessioni Thunderbolt 5. Entrambe le configurazioni conservano inoltre le porte HDMI ed Ethernet.
Attraverso Thunderbolt 5 è possibile collegare diversi Mac mini in cluster e utilizzare insieme le loro risorse per eseguire localmente modelli di intelligenza artificiale di grandi dimensioni. Apple ha aggiunto anche il supporto al genlock tramite USB-C, utile per sincronizzare con precisione il segnale di un display con quello proveniente da una videocamera, compreso iPhone 17 Pro.
Configurazioni e prezzi per il mercato italiano
Il nuovo Mac mini con M6 parte in Italia da 1.079 euro. La configurazione iniziale comprende 16 GB di memoria unificata, 256 GB di spazio di archiviazione e una porta Ethernet da 2,5 Gb/s.
Per il Mac mini con M5 Pro il prezzo di partenza sale a 2.029 euro. In questo caso la dotazione prevede una CPU da 15 core, una GPU da 16 core, 24 GB di memoria unificata, 512 GB di storage ed Ethernet da 2,5 Gb/s.
Con questa nuova gamma Apple amplia nettamente la distanza tra le due configurazioni: M6 rappresenta l’ingresso nella generazione dei 2 nanometri, mentre M5 Pro offre più memoria, una GPU più articolata e connessioni Thunderbolt 5 per le attività professionali.
