Anime generati dall’IA: scatta la protesta degli editori giapponesi

anime IA

Negli ultimi tempi, il dibattito sulla produzione di anime sfruttando sistemi di intelligenza artificiale ha coinvolto con forza i principali editori giapponesi. Il servizio Sora2 di OpenAI, lanciato alla fine di settembre, si è rapidamente distinto per la capacità di generare video, spesso con richiami evidenti a franchise famosi come Dragon Ball, Super Mario, One-Punch Man e Sword Art Online.

Questa pratica, considerata invasiva dai detentori dei diritti, ha portato alla pubblicazione di una dichiarazione ufficiale da parte dell’associazione Japan’s Content Overseas Distribution Association (CODA).

Le richieste di CODA per la tutela delle opere originali

Nel documento diffuso, CODA ha evidenziato una notevole somiglianza tra i materiali prodotti tramite Sora2 e le opere giapponesi protette da copyright, attribuendo il fenomeno all’utilizzo di dati di proprietà nipponica all’interno dei processi di apprendimento automatico.

Secondo l’associazione, riprodurre o creare contenuti dalle caratteristiche molto vicine a quelle originali, come accade con Sora2, mette a rischio il rispetto della proprietà intellettuale.

CODA ha quindi formulato due richieste precise a OpenAI: evitare l’impiego di contenuti dei propri associati per finalità di machine learning senza autorizzazione e fornire risposte chiare relativamente alle modalità con cui vengono trattate le istanze legate al copyright.

Il ruolo delle istituzioni e le reazioni del settore

Oltre ai principali editori, anche il governo giapponese ha preso posizione attraverso una richiesta ufficiale rivolta a OpenAI, reclamando una salvaguardia maggiore per manga, anime e videogiochi nei confronti delle operazioni di generazione video effettuate dall’IA.

Secondo le norme attualmente vigenti in Giappone, in situazioni simili viene avviato soltanto un procedimento investigativo, senza ulteriori provvedimenti immediati. Allo stesso tempo, OpenAI ha applicato alcune limitazioni tramite sistemi di opt-out, utili a ridurre la circolazione di deepfake e la presenza di personaggi famosi non autorizzati. Questa soluzione, tuttavia, non sembra soddisfare a pieno le esigenze dei titolari dei diritti.

Chi è CODA e quali aziende rappresenta

Fondata nel luglio 2013 su iniziativa di importanti realtà private, la Japan’s Content Overseas Distribution Association nasce come risposta alle sollecitazioni del Ministero dell’Economia, Commercio e Industria del Giappone, con l’obiettivo di arginare il fenomeno della pirateria nell’ambito di anime e manga.

Tra i membri dell’associazione spiccano nomi come Aniplex, Kadokawa, Good Smile Inc, Kodansha, Sunrise, SHUEISHA Inc, Shin-ei Animation, Studio Ghibli, Sony Music Entertainment, Tezuka Productions, Toei Animation, TMS Entertainment, Bandai Namco e Production IG.

Il lavoro portato avanti da queste aziende contribuisce in modo determinante a definire il panorama dell’animazione giapponese e rafforza la richiesta di protezione dei diritti d’autore in un settore in profonda trasformazione.

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