AirPods Pro 3: negli auricolari Apple arriva il monitoraggio cardiaco

Apple AirPods Pro

Chi segue da vicino le novità audio di Cupertino potrebbe presto vedere un balzo in avanti nella cura personale: i rumor più insistenti indicano che gli AirPods Pro di terza generazione saranno dotati di un sensore capace di rilevare il battito.

La scelta di far debuttare la tecnologia su un prodotto Beats, meno legato all’ecosistema puro di Apple, avrebbe fatto da banco di prova prima del probabile sbarco sugli auricolari più popolari tra gli utenti iOS e watchOS. Se la voce si confermerà, il passaggio da semplici cuffie smart a strumenti di benessere tascabili risulterà ancora più evidente.

Il precedente dei Powerbeats Pro 2

Lanciati nei primi mesi del 2025, i Powerbeats Pro 2 si sono presentati con un modulo ottico in grado di misurare la frequenza cardiaca durante l’attività fisica. Quell’esperimento ha permesso ad Apple di valutare affidabilità e consumo energetico in un contesto meno vincolato alle aspettative premium degli AirPods.

Gli ingegneri di Cupertino hanno potuto raccogliere dati sul campo, limare algoritmi e gestione termica, e capire come ridurre al minimo gli scostamenti tra valori reali e letture in cuffia. Un’esperienza preziosa che ora spiana la strada alla terza generazione di AirPods Pro.

Le funzioni salute già presenti

Negli ultimi cicli di aggiornamento, la linea AirPods ha ricevuto una serie di tool pensati per la prevenzione uditiva. Il controllo dell’esposizione al suono protegge dal rumore eccessivo fin dal debutto del modello attuale, mentre iOS 18 ha portato tre aggiunte: test dell’udito rapide, modalità apparecchio acustico e schermatura contro i picchi improvvisi.

Tutte caratteristiche software basate su hardware esistente; con i futuri AirPods Pro 3, invece, la casa californiana intende compiere un passo fisico tramite sensori biometrici dedicati, aprendo a scenari di monitoraggio continuo non più limitati al canale uditivo.

Verso una lettura cardiaca multi-dispositivo

Il vero punto di forza potrebbe emergere dalla lettura incrociata tra Apple Watch e AirPods. Abbinando i dati rilevati al polso a quelli provenienti dall’orecchio, l’algoritmo avrebbe più campioni, angoli e tempi di raccolta, con l’effetto di migliorare l’accuratezza complessiva.

Una simile convergenza trasformerebbe gli auricolari in un’estensione del wearable, ideale per chi pratica sport o desidera avere indici fisiologici sempre sotto controllo, anche quando l’orologio resta a casa o scarico di batteria. Senza contare che lo scambio di informazioni potrebbe rendere più agevoli alert precoci e statistiche dettagliate nel pannello Salute di iOS.

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