Nella serata del 3 luglio 2025, esattamente alle 21:54 (ora italiana), la Terra si posizionerà all’afelio, il punto più lontano dal Sole lungo la sua orbita: 152,087,738 km, circa 4,94 milioni di chilometri in più rispetto alla distanza del perielio raggiunta lo scorso 4 gennaio. Un valore che, pur imponente a scala umana, rappresenta appena il 3,5% del tragitto medio che separa il nostro pianeta dalla stella madre.
Quando la Terra tocca la massima distanza dal Sole
Il momento esatto dell’afelio ricorre sempre nei primi giorni di luglio, ma la misura varia leggermente di anno in anno. La modesta influenza gravitazionale degli altri pianeti può stirare o comprimere di qualche migliaio di chilometri l’orbita terrestre, facendo oscillare la distanza finale. Nonostante ciò, l’afelio di quest’anno resta in linea con i valori degli ultimi decenni.
Solo osservando l’ora indicata dagli effemeridi – 21:54 – si comprende quanto l’evento sia puntuale. Gli astronomi possono indicarlo con tale precisione perché la traiettoria terrestre, pur non essendo un cerchio perfetto, è descritta da parametri ben noti, messi a punto grazie a secoli di osservazioni.
Orbita ellittica: perché il Sole non sta sempre alla stessa distanza
Immaginare la Terra su un cerchio regolare è comodo, ma la realtà segue la seconda legge di Keplero: il percorso è un’ellisse e il Sole occupa uno dei due fuochi. Di conseguenza, la distanza oscilla fra due estremi. L’ellissi, bisogna dirlo, è poco schiacciata: l’eccentricità attuale è di appena 0,0167, cifra che spiega perché l’alternanza afelio-perielio passi quasi inosservata nella vita di tutti i giorni.
La moderata eccentricità deriva dalla storia dinamica del Sistema solare: interazioni passate con Giove e Saturno hanno impartito alla Terra la forma orbitale odierna, stabilizzandola su un compromesso che cambia lentissimamente nel corso dei millenni.
Perché nell’estate boreale le temperature sono più alte nonostante l’afelio
Nel Nord del pianeta luglio significa caldo, ma la causa principale non è la distanza dal Sole. Tra afelio e perielio lo scarto di circa 5 milioni di chilometri modifica la radiazione incidente di appena un 6,5%. La differenza energetica provocata dall’inclinazione dell’asse terrestre è invece oltre tre volte superiore.
Con un’inclinazione di 23° 27′, i raggi solari colpiscono l’emisfero boreale quasi perpendicolarmente a giugno e luglio. Il risultato, alle medie latitudini, è un guadagno energetico che può raggiungere il 250% rispetto a dicembre. La geometria supera quindi la distanza: un Sole più lontano ma alto sull’orizzonte scalda di più di un Sole vicino ma basso.
Nel frattempo, l’emisfero australe vive l’inverno. Qui l’energia ricevuta è ridotta sia dall’obliquità dei raggi sia dal minore numero di ore di luce, confermando che l’elemento decisivo resta il modo in cui la luce incide sul suolo, non la lieve variazione chilometrica.

