Due robot con una base tecnologica comune, ma destinati a necessità domestiche differenti. Dyson introduce sul mercato italiano R1 Nurovi Dry e R2 Nurovi Wash+Dry, nuovi apparecchi per la pulizia automatizzata dei pavimenti. Il primo è specializzato nell’aspirazione, mentre il secondo dispone anche di un sistema per lavare le superfici dure. Entrambi utilizzano sensori, mappatura degli ambienti e una stazione di servizio per ridurre le operazioni quotidiane richieste a chi li utilizza.
Aspirazione e riconoscimento dello sporco
I due modelli condividono una potenza aspirante dichiarata fino a 21.000 pascal. Il sistema Twin-capture impiega una raccolta in più fasi per intercettare materiali di dimensioni differenti, dai residui più evidenti alla polvere sottile. Una spazzola laterale mobile estende il raggio d’azione lungo i bordi dei mobili e vicino alle pareti. La struttura è studiata anche per limitare l’accumulo di capelli e peli intorno agli elementi rotanti.
Un sensore piezoelettrico rileva la quantità di polvere incontrata e permette di modificare l’intensità del lavoro. Il riconoscimento delle superfici interviene sulle impostazioni in relazione al pavimento attraversato. In questo modo la pulizia viene adattata alle condizioni rilevate, anziché procedere sempre con una sola configurazione. I valori comunicati dal produttore descrivono le capacità tecniche dei robot, non una misura uniforme delle prestazioni in ogni abitazione.
La navigazione nelle stanze e il controllo da smartphone
Per muoversi negli ambienti, R1 e R2 utilizzano una tecnologia di navigazione LiDAR insieme al rilevamento degli ostacoli. Dyson indica la possibilità di superare soglie alte fino a 40 millimetri, una caratteristica che può risultare utile tra stanze con pavimentazioni differenti. La disposizione degli arredi, gli oggetti lasciati sul pavimento e le caratteristiche delle soglie possono comunque influire sui percorsi effettivamente eseguibili.
L’app MyDyson permette di consultare la mappa dell’abitazione, programmare i cicli e definire le aree in cui il robot deve intervenire. È possibile anche escludere alcune zone e verificare le attività svolte. La gestione digitale è particolarmente utile nelle case con più stanze, perché permette di personalizzare la pulizia in funzione degli spazi e delle abitudini familiari.
Cosa cambia con il lavaggio del Dyson R2
La principale differenza del modello Wash+Dry riguarda i panni utilizzati per pulire le superfici dure. Dyson ha scelto una geometria triangolare di Reuleaux, pensata per avvicinarsi agli angoli e ai margini dei pavimenti. Quando il robot incontra un tappeto, il meccanismo può sollevare i panni di 9 millimetri, limitando il contatto tra il tessuto e gli elementi umidi.
Anche la stazione di ricarica del modello R2 svolge operazioni aggiuntive. Al termine di un ciclo, provvede al lavaggio dei panni con acqua a 75 gradi e alla successiva asciugatura mediante aria a 45 gradi. Gestisce inoltre i serbatoi dedicati all’acqua. Rimane necessario effettuare controlli periodici e occuparsi dei liquidi e della manutenzione prevista: la base automatizza diverse attività, ma non elimina ogni intervento umano.
Autonomia, manutenzione e costi in Italia
Entrambi i dispositivi sono forniti con una stazione per lo svuotamento della polvere che utilizza una separazione ciclonica e un contenitore senza sacchetto. Dyson dichiara una capacità di raccolta equivalente fino a novanta giorni di utilizzo, un dato che varia in funzione dello sporco e della frequenza delle pulizie. Per una ricarica completa sono indicate circa sei ore e mezza.
L’autonomia massima comunicata è di 120 minuti per R1 Nurovi Dry e di 90 minuti per R2 Nurovi Wash+Dry. La durata reale dipende dalle impostazioni, dal tipo di superficie e dalle condizioni operative. Sul mercato italiano il prezzo di listino annunciato è di 549 euro per R1 e 849 euro per R2. La differenza di 300 euro corrisponde principalmente alle funzioni di lavaggio e alla maggiore complessità della relativa stazione.
La scelta dipende quindi dal tipo di pulizia desiderato. Chi cerca soprattutto la raccolta automatica di polvere e detriti trova nel modello R1 una soluzione dedicata. R2 si rivolge invece a chi vuole gestire con un unico dispositivo anche il trattamento umido dei pavimenti duri. In entrambi i casi, sensori e automazione puntano a rendere più regolare la manutenzione della casa, con risultati da valutare in relazione alle caratteristiche dei singoli ambienti.

