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PEC obbligatoria per automobilisti: cosa potrebbe cambiare per chi possiede auto e moto

posta elettronica
Foto robird © 123RF.com

La posta elettronica certificata potrebbe presto diventare uno strumento indispensabile anche per chi possiede un’auto o una moto. Il possibile cambiamento è contenuto nel testo base del nuovo Codice della Strada e punta a digitalizzare numerose procedure legate ai veicoli, dal passaggio di proprietà alla revisione.

Non si tratta, però, di una disposizione già definitiva. Il progetto è ancora sottoposto a consultazione pubblica e le associazioni del settore potranno presentare osservazioni e richieste di modifica entro il 13 settembre. Se la misura sarà confermata, tutti i proprietari di veicoli dovranno avere una PEC e registrarla nell’INAD, l’Indice nazionale dei domicili digitali.

PEC obbligatoria per automobilisti, cosa prevede la proposta

La PEC è già utilizzata da cittadini, professionisti e imprese per accedere a diversi servizi. Il nuovo progetto vuole estenderne l’impiego anche alle principali procedure amministrative che riguardano auto e moto.

Nel prossimo futuro, salvo modifiche al testo, ogni proprietario di un veicolo dovrà disporre di un indirizzo di posta elettronica certificata. La casella dovrà inoltre essere collegata al titolare attraverso l’iscrizione nell’INAD.

La novità non riguarderebbe, quindi, soltanto chi acquista una nuova automobile. Il possesso della PEC diventerebbe necessario anche per completare diverse operazioni successive all’immatricolazione. Si tratterebbe di un cambiamento importante soprattutto per le persone che, fino a questo momento, non hanno mai avuto bisogno di aprire una casella certificata.

L’obiettivo della misura è rendere più digitale la gestione delle pratiche automobilistiche. L’indirizzo PEC diventerebbe così un elemento associato al proprietario e utilizzato durante alcune delle operazioni più comuni relative al veicolo.

Dall’immatricolazione alla revisione: per quali pratiche servirà

Uno dei primi ambiti interessati sarebbe quello dell’immatricolazione. La PEC dovrebbe essere richiesta per ottenere la carta di circolazione e la targa di un nuovo veicolo. Di conseguenza, chi acquisterà un’auto o una moto potrebbe dover aprire preventivamente una casella certificata.

Il nuovo requisito dovrebbe entrare anche nella procedura per il trasferimento di proprietà. In questo caso non sarà sufficiente che soltanto una delle parti disponga di una PEC: sia il venditore sia l’acquirente dovranno avere un proprio indirizzo certificato.

La casella diventerebbe necessaria anche quando bisogna comunicare il furto o lo smarrimento di una targa. Lo stesso requisito dovrebbe essere previsto per le modifiche alle caratteristiche costruttive del veicolo, un’altra pratica che rientra tra quelle considerate dal nuovo progetto.

La misura comprenderebbe inoltre i mezzi immatricolati all’estero ma utilizzati da persone residenti in Italia. Per iscrivere questi veicoli al REVE, il Registro dei veicoli esteri, sarà necessario indicare un indirizzo PEC di riferimento.

Tra le operazioni coinvolte compare infine la revisione del veicolo. La posta certificata, quindi, non sarebbe richiesta soltanto al momento dell’acquisto o della vendita, ma accompagnerebbe il proprietario anche durante la successiva gestione dell’auto o della moto.

L’obbligo non è ancora definitivo

Il possibile obbligo è contenuto nel testo base del nuovo Codice della Strada, ma la procedura non si è ancora conclusa. La proposta è oggetto di una consultazione pubblica alla quale partecipano le associazioni del settore, chiamate a esprimere valutazioni e a presentare eventuali modifiche.

Il termine indicato per l’invio delle osservazioni è il 13 settembre. Soltanto dopo questa fase sarà possibile conoscere con maggiore precisione il contenuto della misura e capire se tutte le procedure previste resteranno nel testo.

Per il momento, dunque, è più corretto parlare di una novità in preparazione e non di un obbligo già operativo. Il progetto indica tuttavia con chiarezza la direzione scelta: la PEC potrebbe assumere un ruolo sempre più centrale nei rapporti tra automobilisti e servizi amministrativi.

Come ottenere una casella PEC

Aprire una PEC è un’operazione simile alla creazione di una tradizionale casella di posta elettronica. L’utente deve scegliere un servizio, effettuare la registrazione e completare i passaggi richiesti per attivare il proprio indirizzo.

A differenza di quanto accade con una normale e-mail, è necessario svolgere una procedura di identificazione personale. Questo controllo serve a confermare l’identità del titolare della casella e può essere completato sia dai cittadini privati sia da professionisti e aziende.

Sono disponibili servizi che permettono di creare l’indirizzo certificato in pochi minuti. Una delle soluzioni considerate prevede una casella con 1 GB di spazio al costo di 14,99 euro all’anno, IVA compresa, per gli utenti privati.

Chi possiede già una PEC dovrebbe poter utilizzare il proprio indirizzo anche per le procedure automobilistiche previste dal progetto. Chi non ne ha una, invece, potrebbe essere chiamato ad attivarla prima di richiedere una nuova targa, effettuare un passaggio di proprietà o completare una delle altre operazioni interessate.

Se la proposta sarà confermata, la PEC non resterà più uno strumento utilizzato principalmente in ambito professionale o aziendale. Diventerà un requisito molto più comune, destinato a entrare nella gestione quotidiana di auto, moto e relative pratiche burocratiche.

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