Il debutto della serie Galaxy S26 segna un nuovo capitolo per Samsung, che ha presentato a San Francisco tre modelli progettati per consolidare il lavoro svolto negli ultimi anni su design, intelligenza artificiale e sicurezza. Con Galaxy S26, S26 Plus e S26 Ultra, l’azienda interviene su aree già centrali nella generazione precedente, scegliendo di ampliare ciò che aveva funzionato e perfezionare ciò che necessitava di una revisione.
L’obiettivo dichiarato da TM Roh durante l’evento è quello di mettere a disposizione un’AI capace di assistere l’utente senza richiedere competenze tecniche e, soprattutto, senza diventare invasiva. Un concetto che, nelle parole del dirigente, si traduce nella volontà di creare strumenti in grado di operare “in modo coerente e silenzioso”, così da permettere a chi utilizza lo smartphone di concentrarsi su ciò che considera davvero essenziale.
Samsung riorganizza la propria linea di punta introducendo materiali raffinati, una progettazione più omogenea e una serie di funzioni che vogliono rendere più immediata la gestione della privacy. L’intera gamma punta a un’esperienza consistente, in cui estetica e tecnologia sono pensate per convivere con continuità.
Un linguaggio estetico più coerente
Nel ridisegnare la famiglia Galaxy S26, Samsung sceglie di creare un’identità visiva uniforme, abbandonando la differenziazione che in passato separava il modello Ultra dagli altri due dispositivi. Il risultato è una linea che si presenta con forme più allineate e un comparto fotografico che abbandona la disposizione tradizionale per adottare un’unica sezione, simile a quella introdotta su Z Fold 7.
Questa scelta non riguarda solo l’aspetto estetico: secondo l’azienda, il nuovo layout vuole rendere immediatamente riconoscibile il retro dei telefoni, trasformandolo in un elemento distintivo della serie.
Il lavoro sui materiali si traduce in una struttura più leggera e sottile rispetto alla generazione precedente. Il Galaxy S26 Ultra utilizza una lega chiamata Armor Aluminum 3, descritta come la più resistente mai adottata per la serie. A proteggere la parte frontale interviene il vetro Corning Gorilla Armor 2, studiato per ridurre i riflessi e garantire una resistenza superiore agli urti. L’effetto è particolarmente evidente quando lo schermo viene utilizzato sotto luce intensa, situazione in cui la leggibilità risulta più stabile e chiara.
All’interno, l’elaborazione delle immagini riceve un’attenzione particolare. Il sistema ProScaler migliora la nitidezza dei contenuti e dell’interfaccia, mentre mDNIe lavora sui colori con l’obiettivo di restituire tonalità più morbide e una resa generale più uniforme. Come ulteriore passo verso la sostenibilità, la serie introduce l’uso di litio e tantalio riciclati anche per componenti interne, ampliando un percorso già avviato negli scorsi anni.
Resta la S Pen su S26 Ultra, identica nelle funzioni alla versione precedente, con un solo accorgimento: deve essere inserita con l’orientamento corretto. La palette cromatica comprende Cobalt Violet, bianco, nero e Sky Blue, con due varianti aggiuntive — Pink Gold e Silver Shadow — disponibili esclusivamente online.
Schermo protetto per uso quotidiano

Tra le innovazioni più evidenti del modello Ultra emerge il Privacy Display, introdotto per impedire la lettura laterale di ciò che appare sullo schermo. Questa tecnologia utilizza un pannello costruito con una struttura particolare, nella quale i pixel orientano la luce in modo differente rispetto a un display tradizionale. In questo modo, chi osserva frontalmente vede immagini nitide, mentre chi si trova di lato percepisce contenuti sfocati o irriconoscibili.
Il funzionamento non richiede pellicole dedicate né accessori esterni. Samsung chiarisce che la qualità visiva rimane invariata e che la luminosità non subisce penalizzazioni. L’utente può modulare l’intensità su due livelli e attivare la funzione dal pannello rapido o in base all’app selezionata.
L’idea è fornire protezione immediata quando si visualizzano schermate delicate, come credenziali di accesso, dati bancari o messaggi ricevuti tramite notifiche. È possibile, per esempio, rendere visibile l’interfaccia generale e applicare la schermatura esclusivamente ai pop-up sensibili.
La scelta riguarda esclusivamente il Galaxy S26 Ultra perché la soluzione richiede una modifica fisica del pannello. Samsung specifica che non si tratta di un sistema replicabile tramite aggiornamenti software e che, di conseguenza, non arriverà sui modelli precedenti della gamma.
A completare questo insieme di funzioni arrivano strumenti che operano in modo discreto. Call Screening AI, ad esempio, sintetizza il contenuto delle telefonate provenienti da numeri sconosciuti, mentre gli Avvisi privacy informano in tempo reale quando app con privilegi avanzati tentano di accedere a registri, posizione o contatti. È presente inoltre Private Album, un archivio che permette di nascondere foto e video senza ricorrere a applicazioni esterne.
Sul piano strutturale, Samsung estende al sistema la cifratura resistente alle tecnologie computazionali più avanzate. L’architettura Knox Matrix gestisce trasferimenti diretti con crittografia punto-punto, come quelli relativi alle eSIM, e permette di verificare costantemente lo stato dei dispositivi collegati.
Inoltre, Knox Vault isola fisicamente dati particolarmente sensibili, mentre Personal Data Engine consente di elaborare in locale alcune funzioni legate all’intelligenza artificiale. La piattaforma mantiene strumenti già presenti, tra cui Auto Blocker, Secure Wi-Fi e Theft Protection, affiancati da sette anni di aggiornamenti di sicurezza garantiti.
Fotocamere e video: il lavoro sul modello Ultra
Il comparto fotografico rimane uno dei cardini della serie Galaxy S e, anche in questa generazione, il modello Ultra rappresenta la proposta più completa. L’insieme dei quattro sensori posteriori viene affiancato da un’elaborazione software che Samsung ha sviluppato per uniformare il comportamento dell’intera gamma, così da garantire risultati solidi sia nei modelli principali sia su Galaxy S26 Ultra.
Il sensore da 200 megapixel posto sul modello di punta introduce un’apertura f/1.4 progettata per catturare una quantità di luce superiore rispetto al passato. L’azienda indica un incremento pari a circa il 47%, un valore che si traduce in una resa più stabile quando la scena presenta sorgenti luminose complesse o ambienti scarsamente illuminati.
Accanto al modulo principale, il teleobiettivo da 50 megapixel con zoom ottico 5x presenta ora un’apertura f/2.9, scelta che consente un ingresso di luce superiore del 37% rispetto al precedente sensore di pari livello.
Samsung sottolinea come il miglioramento non dipenda esclusivamente dall’hardware. Il sistema di elaborazione notturna analizza in tempo reale quale fotocamera viene utilizzata e interviene con correzioni mirate al rumore visivo, differenziandole in base alla struttura del singolo sensore.
Ogni obiettivo produce infatti un tipo di disturbo diverso e il software riconosce tale specificità, adeguando i parametri senza che l’utente debba modificare manualmente alcuna impostazione. L’obiettivo è ottenere uno scatto definito e coerente anche con un semplice tocco sullo schermo.
A completare le funzioni arriva un sistema pensato per stabilizzare la linea dell’orizzonte durante la registrazione. Utilizzando i dati provenienti da accelerometro e giroscopio, la fotocamera calcola la posizione reale dell’inquadratura e la corregge istantaneamente, così da ridurre oscillazioni e rotazioni improvvise. Una soluzione utile soprattutto nelle riprese in movimento, dove la stabilità può rappresentare un elemento determinante.
Sul fronte video compare inoltre il supporto al codec APV, introdotto per garantire maggiore qualità del file e una gestione più fluida delle fasi di montaggio. La registrazione raggiunge una risoluzione massima di 8K a 30 fotogrammi al secondo, offrendo margine per l’editing successivo senza perdita evidente di dettaglio.
La fotocamera frontale, dal canto suo, riceve un intervento software che migliora il trattamento dei contorni e della profondità, con un’attenzione specifica alla resa delle tonalità della pelle e alla separazione tra soggetto e sfondo.
L’insieme di queste caratteristiche definisce un comparto fotografico che punta a risultati più coerenti e immediati, sostenuto da un’elaborazione che cerca di adattarsi alla scena senza richiedere operazioni complesse. Per Samsung, la forza della serie S26 risiede proprio nella capacità di intervenire in modo intelligente senza rendere necessario alcun livello di esperienza avanzata.
Hardware e prestazioni avanzate
Con la serie Galaxy S26, Samsung definisce una distinzione netta tra i tre modelli, riservando all’Ultra l’hardware più spinto. Il dispositivo di punta integra un processore Qualcomm ottimizzato, uno Snapdragon 8 Elite di quinta generazione, progettato in una variante dedicata alla linea Galaxy. L’azienda sottolinea come questa versione consenta al telefono di esprimere il massimo proprio nelle operazioni legate all’intelligenza artificiale, oltre che nelle prestazioni grafiche.
Per comprendere l’entità del salto generazionale basta osservare l’evoluzione della NPU, che registra un aumento di potenza del 40% rispetto al modello precedente. Questo rende più rapida l’esecuzione delle operazioni che si basano sull’elaborazione locale, dalle funzioni fotografiche fino alle generazioni creative.
Anche CPU e GPU registrano incrementi significativi: Samsung dichiara un miglioramento pari al 19% per la componente centrale e un aumento del 24% per il reparto grafico. La NPU, definita come il motore delle funzioni Galaxy AI sempre attive, vede un progresso vicino al 39%, così da sostenere processi continui senza incidere negativamente sulla fluidità del sistema.
Per Galaxy S26 e S26 Plus la scelta ricade invece sull’Exynos 2600, un chip sviluppato internamente e realizzato con un processo produttivo a 2 nm. I benchmark, secondo le prove interne, mostrano valori simili alla generazione passata, ma con un’attenzione maggiore all’efficienza reale e alla capacità di calcolo dedicata alle funzioni AI. Una differenza che non punta al picco prestazionale assoluto, bensì a una gestione più intelligente delle risorse.
Il controllo termico rappresenta un altro punto centrale del progetto. Sul modello Ultra è stata introdotta una camera di vapore più ampia, pur mantenendo dimensioni complessive inferiori a quelle del suo predecessore.
La struttura viene affiancata da un foglio TIM realizzato in grafene, pensato per migliorare la diffusione del calore. L’azienda afferma che, grazie a questa combinazione, le temperature risultano inferiori fino al 20% rispetto al Galaxy S25 Ultra, soprattutto durante sessioni prolungate di gioco o fasi intense di elaborazione AI.
Una dissipazione più efficace rende possibile un utilizzo stabile anche sotto carichi complessi, oltre a contribuire a una migliore gestione energetica. Nel complesso, la configurazione hardware del modello Ultra si posiziona come una piattaforma costruita per gestire con continuità funzioni avanzate, garantendo prestazioni elevate senza sacrificare autonomia o stabilità.
Batteria e ricarica: la nuova scala delle potenze
Nella serie Galaxy S26 il capitolo autonomia riceve un aggiornamento che distingue chiaramente i tre modelli. L’Ultra introduce per la prima volta la Super Fast Charging 3.0 a 60 watt, una soluzione che, secondo i dati ufficiali, consente di riportare lo smartphone dal livello minimo fino al 75% in circa trenta minuti tramite ricarica cablata. Anche la ricarica wireless viene ottimizzata, con un picco che raggiunge ora i 25 watt, valore che posiziona il dispositivo nella fascia più alta del catalogo Samsung.
Scendendo al modello S26 Plus, il limite con cavo si attesta a 45 watt, mentre la ricarica wireless mantiene lo stesso valore di 25 watt. Il modello base, Galaxy S26, si colloca un gradino più in basso: 25 watt via cavo e 15 watt tramite sistema senza fili.
Le batterie seguono lo stesso ordine gerarchico: 4.300 mAh sul modello standard, 4.900 mAh sulla versione Plus e 5.000 mAh sul Galaxy S26 Ultra, capacità identica a quella della generazione precedente ma sostenuta da un’efficienza superiore grazie ai nuovi processori.
Samsung introduce poi un elemento inatteso: la serie non integra magneti interni per supportare lo standard Qi2, scelta che l’azienda definisce legata alla complessità della struttura interna e alla gestione degli spazi. Per utilizzare supporti magnetici e basi dedicate, sarà quindi necessario ricorrere a cover progettate appositamente, mentre la gamma di accessori ufficiali prevede comunque basi di ricarica, battery pack e portacarte compatibili.
A prescindere dal modello, l’obiettivo di Samsung è rendere la ricarica più agevole in scenari reali. Per chi utilizza molto lo smartphone fuori casa, la possibilità di recuperare energia rapidamente rappresenta un vantaggio concreto, così come la stabilità della ricarica wireless offerta negli ambienti d’uso quotidiani.
Intelligenza artificiale integrata nell’esperienza di sistema

Con la serie Galaxy S26 Samsung amplia in modo consistente il ruolo dell’AI, mantenendo come filo conduttore la necessità di offrire strumenti immediati e non riservati a utenti esperti. La gestione avviene tramite un sistema ibrido che combina elaborazione locale e funzioni basate sul cloud, con la libertà per l’utente di stabilire quali processi eseguire direttamente sul dispositivo. Tutto ciò viene integrato nel perimetro di sicurezza Knox, che governa l’accesso ai dati e stabilisce le condizioni con cui l’AI può operare.
Una parte rilevante riguarda l’editing. Il nuovo editor fotografico permette di eliminare persone o oggetti dagli scatti, rigenerando lo sfondo attraverso un’analisi contestuale. È possibile anche ricostruire aree compromesse di un’immagine oppure combinare elementi provenienti da file differenti, creando composizioni più complesse.
Samsung dedica attenzione pure all’abbigliamento rappresentato negli scatti: l’utente può modificare specifici dettagli degli outfit tramite prompt testuali, mentre la funzione di editing progressivo consente di intervenire più volte sulla stessa immagine senza ripartire dal file originale.
Le operazioni precedentemente distribuite in diverse app vengono ora raccolte all’interno di Creative Studio, un hub dedicato alla produttività creativa. L’app offre strumenti guidati per realizzare sticker, biglietti digitali e contenuti personalizzati, favorendo risultati curati anche per chi non ha familiarità con software professionali. L’obiettivo è rendere accessibile ciò che, in passato, richiedeva applicazioni esterne e competenze specifiche.
Un altro intervento significativo è rivolto alla gestione dell’audio. La funzione Regola audio viene ampliata e permette ora di migliorare contenuti riprodotti da applicazioni di terze parti direttamente dal pannello rapido. La tecnologia identifica la voce primaria presente nella traccia e riduce i rumori circostanti, rendendo più chiara la riproduzione.
La fotocamera integra un sistema rinnovato per la scansione dei documenti. Dopo lo scatto, l’AI corregge prospettive distorte, elimina ombre, elimina dita visibili sul foglio e ottimizza in modo automatico la leggibilità. Le singole pagine possono essere unite in un PDF senza bisogno di software esterni, una scelta che semplifica la digitalizzazione di moduli e ricevute.
Allo stesso tempo, gli screenshot vengono raggruppati grazie al riconoscimento della fonte: il sistema distingue contenuti provenienti da social, browser o applicazioni, organizzandoli in sezioni specifiche della galleria.
Per facilitare l’uso quotidiano, Samsung introduce Now Nudge, un sistema di suggerimenti contestuali non basato su conversazioni vocali. Now Nudge anticipa azioni utili in base alla situazione, come ricordare appuntamenti o proporre la condivisione di un contenuto rilevante durante una chat. Viene affiancato da Now Brief, che riceve un aggiornamento volto a rendere le indicazioni più pertinenti all’attività svolta. Il sistema può proporre playlist, riassunti del calendario o promemoria legati agli spostamenti giornalieri.
L’interazione con Cerchia e Cerca di Google diventa più ampia: il dispositivo è ora in grado di riconoscere più elementi all’interno della stessa immagine, permettendo ricerche simultanee. Si possono individuare, ad esempio, più capi di un abbigliamento senza dover ripetere l’operazione.
La gestione degli assistenti resta aperta. Oltre a Gemini, già integrato in profondità nel sistema, Samsung introduce la possibilità di utilizzare Perplexity come agente alternativo, mentre Bixby rimane presente come assistente orientato al controllo dello smartphone. Il suo ruolo si concentra su funzioni pratiche: suggerisce impostazioni utili, interviene sull’ottimizzazione energetica o modifica rapidamente parametri legati allo schermo.
La gestione delle chiamate riceve una funzione aggiuntiva. In caso di numeri sconosciuti, l’AI può rispondere autonomamente, informare l’interlocutore della presenza dell’assistente e fornire una trascrizione in tempo reale del contenuto. L’utente resta sempre libero di prendere la chiamata o di richiamare successivamente. Il sistema può affiancare i filtri antispam già integrati e agire su attivazione automatica o manuale.
Samsung estende l’esperienza Galaxy S26 ai nuovi Galaxy Buds4, auricolari che permettono di utilizzare agenti AI tramite comandi vocali. Nella versione Buds4 Pro vengono introdotti i controlli tramite movimento della testa con Head Gestures, utili soprattutto quando non si possono usare le mani.
L’azienda conferma infine che le funzioni AI avanzate restano gratuite e non hanno limiti di utilizzo. Il supporto per la lingua italiana è già attivo e, come avvenuto nelle generazioni precedenti, alcune funzioni potrebbero arrivare anche sui modelli più datati dopo un periodo di esclusività iniziale per la serie Galaxy S26.
Scheda tecnica dei tre modelli
La serie si articola attorno a tre configurazioni che differiscono per display, memoria e comparto fotografico. Il modello di punta, Galaxy S26 Ultra, adotta un pannello Dynamic AMOLED 2X da 6,9 pollici con refresh adattivo da 1 a 120 Hz e un trattamento pensato per migliorare la leggibilità sotto forte illuminazione. La scocca misura 78,1 × 163,6 × 7,9 millimetri e presenta un peso pari a 214 grammi.
All’interno si trova lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, accompagnato da tagli di memoria che raggiungono 1 terabyte nella versione superiore. Sul retro è presente un gruppo di quattro fotocamere, con un modulo da 200 MP affiancato da tre sensori dedicati a ultra-wide e zoom ottici differenziati. La batteria da 5.000 mAh supporta ricarica veloce, ricarica wireless e condivisione di energia con altri dispositivi. Il tutto è gestito da Android 16 con interfaccia One UI 8.5.
La variante Galaxy S26 Plus si colloca a metà della gamma, con un display da 6,7 pollici e dimensioni ridotte a 75,8 × 158,4 × 7,3 millimetri per un peso di 190 grammi. In questo caso il processore è l’Exynos 2600 sviluppato da Samsung.
La configurazione fotografica presenta tre sensori, guidati da un modulo wide da 50 MP. La batteria raggiunge 4.900 mAh e sostiene la ricarica rapida tramite alimentatore da 45 watt, oltre alla ricarica wireless. Restano invariati sia Android 16 sia le funzioni garantite dall’interfaccia One UI.
Chi sceglie Galaxy S26 trova un display da 6,3 pollici con tecnologia Dynamic AMOLED 2X e refresh adattivo. Le dimensioni scendono a 71,7 × 149,6 × 7,2 millimetri e il peso si ferma a 167 grammi. Anche qui opera l’Exynos 2600, affiancato da memorie fino a 512 GB.
Il comparto fotografico replica la struttura del modello Plus, mentre la batteria da 4.300 mAh supporta ricarica veloce e ricarica wireless in modalità Fast Wireless Charging 2.0. La certificazione IP68 rimane su tutti e tre i modelli come requisito standard.
Prezzi e promo di lancio
Tutta la gamma Galaxy S26 è disponibile nelle colorazioni Cobalt Violet, bianco, nero e Sky Blue, affiancate dalle varianti Silver Shadow e Pink Gold reperibili unicamente tramite lo store ufficiale. Galaxy S26, nella configurazione da 256 GB, parte da 1.029 euro, mentre il modello da 512 GB si colloca nella fascia successiva a 1.229 euro. Per Galaxy S26 Plus i prezzi consigliati sono di 1.289 euro per il taglio da 256 GB e 1.489 euro per la versione con 512 GB.
Il modello Ultra, riferimento della serie, propone tre capacità di memoria: 1.499 euro per la configurazione da 256 GB, 1.699 euro per la variante da 512 GB e 1.999 euro per l’edizione con 1 TB e 16 GB di RAM. Tutti i modelli risultano preordinabili a partire dal 25 febbraio, con una promozione che permette di ottenere lo spazio di archiviazione superiore mantenendo il prezzo del taglio inferiore.
Samsung conferma che l’offerta resta valida fino al 10 marzo e riguarda l’intera linea: ciò consente, per esempio, di acquistare Galaxy S26 Ultra da 512 GB al prezzo della versione da 256 GB, oppure la variante da 1 TB a un prezzo ridotto rispetto al listino standard. Condizioni e dettagli completi sono disponibili sui canali ufficiali dell’azienda e presso i rivenditori autorizzati.
Per chi desidera un’estensione di copertura è disponibile Samsung Care+, che offre interventi rapidi su danni accidentali, assistenza specializzata e formule valide sia in Italia sia all’estero. In questo modo l’intera gamma mantiene una struttura di servizi pensata per accompagnare gli utenti lungo il ciclo di vita del dispositivo.

