Exynos 2600 ufficiale: è il primo chip per smartphone a 2 nm

Exynos 2600

Samsung ha presentato Exynos 2600, il nuovo processore di fascia alta destinato ai futuri Galaxy S26. L’annuncio mette fine alle indiscrezioni delle ultime settimane e sposta l’attenzione su un elemento preciso: si tratta del primo SoC dichiarato con processo produttivo a 2 nm, mentre gli altri attori del settore sono ancora fermi ai 3 nm. Una scelta che punta a migliorare in modo evidente sia le prestazioni sia l’efficienza energetica, due aspetti sempre più centrali sugli smartphone top di gamma.

Un chip a 2 nm per i Galaxy S26

Al centro del progetto c’è la nuova litografia 2 nm GAA, che rappresenta il passo successivo rispetto ai 3 nm visti sulle generazioni attuali. In teoria, un nodo produttivo più piccolo consente transistor più compatti, minor consumo a parità di potenza e margine per frequenze più alte.

Exynos 2600 sarà il cuore dei Galaxy S26 e S26 Plus in mercati selezionati. Per il momento si parla con insistenza di Asia ed Europa, mentre continuano a circolare voci su un uso esclusivo di chip Qualcomm per S26 Ultra e per alcuni Paesi chiave, come già accaduto in passato.

CPU deca-core e nuova GPU Xclipse 960

La struttura interna dell’Exynos 2600 segna una netta discontinuità rispetto alle generazioni precedenti. Samsung adotta una CPU deca-core basata su architettura Arm v9.3, rinunciando ai tradizionali core “little” a bassissimo consumo e puntando su una combinazione di core ad alte prestazioni e core intermedi.

La configurazione è la seguente:

  • 1 core C1-Ultra a 3,8 GHz
  • 3 core C1-Prox3 a 3,25 GHz
  • 6 core C1-Prox6 a 2,75 GHz

Questo setup, secondo i dati forniti dall’azienda, porta a un incremento delle prestazioni della CPU fino al 39% rispetto a Exynos 2500, mantenendo un occhio di riguardo per l’efficienza energetica.

Sul fronte grafico debutta la GPU Samsung Xclipse 960, evoluzione diretta della generazione precedente. L’azienda parla di performance raddoppiate rispetto al passato e di un miglioramento di circa il 50% nel ray tracing, utile per giochi mobile più complessi e per effetti grafici avanzati. Il supporto alle memorie LPDDR5X e allo storage UFS 4.1 completa il quadro delle specifiche orientate alla fascia alta.

AI on-device e capacità multimediali

La parte dedicata all’intelligenza artificiale integrata è un altro elemento di rilievo. Exynos 2600 integra un motore AI con NPU da 32K MAC, pensato per gestire in locale funzioni come il riconoscimento degli oggetti, l’elaborazione delle immagini e i filtri video in tempo reale, senza dipendere continuamente dal cloud.

Sul piano multimediale, il nuovo SoC supporta:

  • Display 4K/WQUXGA fino a 120 Hz
  • Fotocamere fino a 320 MP in configurazione singola
  • Registrazione fino a 108 MP @ 30 fps
  • Sistemi dual camera fino a 64 + 32 MP

Per il video sono previsti 8K 30 fps in encoding e 8K 60 fps in decoding, con supporto ai codec HEVC (H.265), H.264, VP9, AV1 e APV, pensati per garantire compatibilità con i principali servizi di streaming e con i contenuti di fascia alta.

Gestione del calore e scenari di mercato

Uno dei punti critici storicamente associati agli Exynos riguarda la gestione del calore sotto carico prolungato. Per rispondere a queste perplessità, Samsung introduce il sistema Heat Path Block, che interviene sul percorso di dissipazione termica con l’obiettivo di ridurre la resistenza al calore e mantenere le frequenze operative più stabili nel tempo.

In pratica, il produttore prova a garantire prestazioni elevate anche durante sessioni intense di gaming, registrazioni video in alta risoluzione o uso continuativo di funzioni AI, situazioni in cui il throttling è sempre in agguato.

Resta aperta la questione della distribuzione geografica: Exynos 2600 dovrebbe equipaggiare i Galaxy S26 “lisci” e S26 Plus in alcune regioni, mentre le varianti con chipset Qualcomm resterebbero destinate ad altri mercati o ai modelli di fascia più alta.

Le scelte finali di Samsung su questo fronte avranno un impatto diretto sulla percezione del chip da parte degli utenti europei, spesso divisi tra chi preferisce l’ecosistema Exynos e chi continua a vedere in Snapdragon l’opzione più bilanciata.

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