WhatsApp ha iniziato a mostrare su Windows un messaggio che annuncia una disconnessione automatica dell’account e la necessità di usare di nuovo il telefono per accedere. A prima vista può sembrare il solito aggiornamento di sicurezza, in realtà dietro l’avviso c’è un cambiamento più profondo: l’abbandono dell’app desktop nativa e il passaggio forzato alla nuova Web app, già disponibile da qualche settimana e percepita da molti utenti come più pesante e meno efficiente.
Il rollout è partito il 9 dicembre e, nei prossimi giorni, chi utilizza WhatsApp da PC inizierà a vedere comparire la notifica. L’operazione non sarà immediata, ma il risultato finale è chiaro: su Windows resterà soltanto la versione basata su browser, integrata in un contenitore WebView2.
L’avviso nell’app desktop di WhatsApp
Aprendo l’app su un computer Windows, alcuni utenti visualizzano un banner che annuncia un “prossimo aggiornamento”. Nel testo viene specificato che, per portare a termine l’operazione, l’account verrà scollegato e che, per tornare a chattare dal PC, sarà necessario passare dal telefono.
Un clic su “Per saperne di più” apre una spiegazione più dettagliata, in cui il cambio viene presentato come requisito per accedere alle nuove funzioni legate ai canali, a una gestione più articolata dello stato e a strumenti pensati per le community. In pratica l’app fa capire che chi non accetta il passaggio rischia di restare indietro rispetto alle novità introdotte da Meta.
Il tono del messaggio resta tecnico e piuttosto neutro, ma il contenuto è netto: l’attuale applicazione nativa per Windows è destinata a essere abbandonata, sostituita in blocco dalla soluzione Web.
Cosa succede dopo la disconnessione
Una volta completata la procedura, l’utente viene disconnesso dall’account su desktop. Per riattivare l’accesso, bisogna aprire WhatsApp sullo smartphone, entrare nel menu Impostazioni > Dispositivi collegati e scansionare il codice QR mostrato sul monitor del PC.
Si tratta in pratica dello stesso flusso di configurazione previsto per le sessioni su browser. Terminato l’abbinamento, la nuova Web app sincronizza dallo smartphone fino a un anno di cronologia delle chat, permettendo di ritrovare le conversazioni recenti anche su Windows senza dover ricorrere a backup manuali.
La principale differenza rispetto al passato non riguarda quindi le funzioni disponibili, che restano allineate, bensì l’architettura dell’applicazione. L’esperienza d’uso si appoggia a un’interfaccia Web che gira dentro un contenitore, non più a un programma sviluppato in modo specifico per il sistema operativo Microsoft.
Il passaggio forzato alla Web app e le prestazioni
Chi ha già provato la nuova versione sa che il prezzo da pagare, almeno in questa fase, è soprattutto sul fronte delle risorse richieste. I test condotti mostrano che la Web app può arrivare ad assorbire fino a 3 GB di RAM quando sono aperte molte conversazioni, mentre in background resta comunque attorno a 1 GB. Numeri decisamente alti per un’app di messaggistica, che rischiano di pesare soprattutto sui PC meno recenti.
La spiegazione più plausibile, secondo le fonti, riguarda l’organizzazione interna di Meta: i numerosi licenziamenti degli ultimi mesi potrebbero avere portato a ridurre il team dedicato allo sviluppo delle app native, spingendo l’azienda a concentrare gli sforzi su un’unica base di codice Web, più semplice da mantenere e distribuita tramite browser o container.
In questa prospettiva, la scelta di trasformare l’app scaricabile dal Microsoft Store in un semplice contenitore WebView2 diventa coerente. L’icona sulla barra delle applicazioni resta, l’interfaccia è pressoché identica, ma sotto la superficie il programma non è altro che una finestra che mostra web.whatsapp.com.
Per gli utenti Windows il risultato concreto è un’esperienza più uniforme tra browser e desktop, ma al costo di una maggiore richiesta di memoria. Chi utilizza spesso WhatsApp sul computer dovrà quindi valutare se accettare il compromesso o limitare l’uso alla versione mobile, sapendo che, nei prossimi giorni, la disconnessione automatica dall’app nativa non sarà una semplice opzione: diventerà la nuova normalità.

