Tides of Annihilation, dark fantasy next-gen tra Avalon e Londra post-apocalittica: anteprima

Tides of Annihilation

Nell’immaginario occidentale, il ciclo arturiano continua a esercitare una forza magnetica: Re Artù, i Cavalieri della Tavola Rotonda, Ginevra, Merlino, Morgana Le Fay. Figure che, da secoli, incarnano al tempo stesso splendore cavalleresco e rovina morale, fedeltà assoluta e tradimento consumato nell’ombra. Tides of Annihilation decide di non trattare questo patrimonio narrativo come semplice citazione, ma di rovesciarlo dentro un contesto radicalmente diverso, trasformandolo in dark fantasy dalle tinte apocalittiche.

Al posto dei paesaggi verdi di Camelot e delle armature lucide, il giocatore si ritrova in una Londra devastata da un’invasione ultraterrena, una città spezzata in cui il Santo Graal non rappresenta più un simbolo mistico distante, bensì l’ultima possibilità di salvezza per un’umanità allo stremo. La leggenda arturiana diventa così un prisma attraverso cui osservare una catastrofe moderna, in cui luce e oscurità convivono in modo irrisolto.

Al centro di questo scenario c’è Ginevra, protagonista di una vicenda che fonde il destino personale con quello del pianeta: la sua missione nasce dal desiderio di ritrovare la sorella perduta e, in modo quasi inevitabile, finisce per sovrapporsi alla sopravvivenza stessa del genere umano. La ricerca del Graal, dunque, si trasforma in un viaggio tanto intimo quanto cosmico, in cui il mito si frantuma e si ricompone su due piani di realtà: una Londra post-apocalittica e il regno senza tempo di Avalon.

Dal mito bretone alla tragedia dei Cavalieri

gioco Tides of Annihilation

La protagonista viene chiamata Gwendolyn nella versione inglese del gioco, riprendendo il nome presente nel poema medievale De Ortu Waluuanii, mentre la sorella potrebbe ricollegarsi alla figura di Gwenhwyfach delle prime leggende arturiane. Questo legame diretto con le fonti antiche chiarisce la direzione scelta da Eclipse Glow Games: la rilettura del ciclo bretone non si limita alla superficie, ma insiste sulle tragedie che hanno segnato i Cavalieri della Tavola Rotonda.

Lo studio dichiara di aver posto al centro il dolore, il fallimento e il tormento che si nascondono dietro la loro fama immortale. Lancillotto, Tristano, Lamorak, Percival non sono solo eroi scolpiti nel marmo del mito: sono figure segnate da colpe, passioni distruttive e fratture insanabili, elementi che la narrazione di Tides of Annihilation usa come base per un racconto maturato sulle ombre, più che sugli allori.

Questa impostazione risulta evidente nel rapporto con Sir Lamorak, figlio di Re Pellinore e fratello di Percival, tradizionalmente considerato tra i cavalieri più valorosi. La sua storia, intrecciata alla relazione fatale con Morgause – vedova di Re Lot e madre di Galvano e Mordred – diventa qui il fulcro di un passato lacerante. Il gioco presenta Lamorak come “ex rivale” di Ginevra, trasformando ogni collaborazione in battaglia in un confronto carico di stratificazioni emotive.

Sul piano scenico, il titolo alterna costantemente la Londra distrutta all’eco di Avalon, configurando questi spazi come dimensioni che si rispecchiano. Il regno mitico non è una semplice cartolina fantasy: funziona come estensione dei traumi e dei desideri che animano i personaggi, e come campo di prova per le forze ultraterrene che hanno travolto la realtà.

Dual Frontline Battle System e colossi viventi

Tides of Annihilation gioco

La colonna portante di Tides of Annihilation è il Dual Frontline Battle System, un sistema di combattimento creato per restituire la spettacolarità delle produzioni cinematografiche d’azione. L’idea è quella di far convivere la velocità e la complessità tipiche degli stylish action con una gestione a due entità sul campo, in cui il giocatore controlla simultaneamente Ginevra e un cavaliere evocato.

La protagonista può infatti richiamare le forme spettrali dei leggendari Cavalieri della Tavola Rotonda: più di dieci entità mistiche, da combinare in battaglia per modificare in tempo reale attributi, poteri e opzioni offensive. Fino a quattro cavalieri possono essere attivati in parallelo per potenziare Ginevra; il cuore del sistema, però, è la possibilità di concatenare attacchi tra la protagonista e i paladini evocati, ottenendo sequenze di colpi che trasformano lo scontro in una coreografia distruttiva continua.

Una delle dimostrazioni recenti si concentra sul duello contro Tyronoe, strega potentissima e una delle otto sorelle della celebre Morgana Le Fay. In questa sezione, il giocatore deve coordinare Ginevra e Sir Lamorak per spezzare le barriere magiche innalzate dal nemico.

La battaglia, già intensa di per sé, viene ulteriormente amplificata dall’ambientazione: l’arena si deforma in un reame di ghiaccio e superfici riflettenti, dove la strega colpisce contemporaneamente dalla dimensione fisica e da una versione specchiata del campo di gioco.

Il sistema obbliga a ragionare su due piani: Tyronoe dev’essere colpita sia nel mondo “reale” sia nella dimensione parallela, sfruttando il gioco di riflessi per rompere i suoi scudi arcani. La gestione contemporanea di due personaggi, la necessità di leggere un ambiente a tre livelli (protagonista, cavaliere evocato, spazio distorto) e la rapidità dell’azione creano un combat system che punta a essere stimolante e tattico, lontano da una semplice pressione casuale dei tasti.

L’ispirazione visiva richiama in modo evidente film come Inception, The Matrix e Doctor Strange, in cui città piegate su se stesse, prospettive impossibili e geometrie in movimento diventano parte integrante della scena. In Tides of Annihilation, questo immaginario viene applicato agli scontri, con l’obiettivo di trasformare i boss fight in sequenze interattive quasi cinematografiche.

A completare il quadro ci sono i Cavalieri Colossali, entità gigantesche che dominano l’orizzonte londinese. Non si tratta di boss leggermente più grandi del normale: sono veri e propri livelli viventi, che il giocatore può scalare ed esplorare sia all’esterno sia nelle viscere, come fossero dungeon organici.

Ogni colosso diventa al tempo stesso nemico, scenario e percorso di piattaforme, introducendo un senso di verticalità e di scala che richiama esperienze come Shadow of the Colossus e alcune battaglie dei God of War più recenti.

Sul fronte dei contenuti, gli sviluppatori indicano circa 30 boss e una campagna che punta alle 30 ore di gioco, in linea con una produzione di fascia alta. Eclipse Glow Games conta più di cento membri, con esperienze maturate in serie di forte rilievo come Yakuza, For Honor, Assassin’s Creed, Persona e Prince of Persia: un bagaglio che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe riflettersi sia nella qualità del combattimento sia nella costruzione di mondi narrativi articolati e visivamente potenti.

Ambizioni next-gen tra action giapponese e soulslike

Tides of Annihilation Steam

Tides of Annihilation si inserisce in un panorama competitivo in cui coesistono i character action game di scuola giapponese e i soulslike, spesso più lenti e metodici, che puntano su un’impostazione ruolistica marcata. Il progetto di Eclipse Glow Games mira a una sintesi tra questi poli: da un lato combo rapide, attacchi aerei e spettacolarità che richiamano serie come Devil May Cry e Bayonetta, dall’altro la monumentalità dei boss e la verticalità degli scontri che evocano confronti titolati e memorabili.

Il pubblico di riferimento sembra quello degli appassionati disposti a dedicare tempo alla padronanza dei sistemi avanzati. La gestione simultanea di due personaggi, la necessità di leggere gli spazi distorti e l’importanza delle tempistiche suggeriscono una curva di apprendimento impegnativa, ma potenzialmente gratificante per chi ama scomporre e ricomporre le meccaniche di un combat system complesso.

Sul versante narrativo e produttivo, la scelta di affidare la voce di Ginevra/Gwendolyn a Jennifer English – già interprete di Cuorescuro in Baldur’s Gate 3 e Maelle in Clair Obscur Expedition 33 – evidenzia la volontà di puntare su performance di rilievo per rafforzare coinvolgimento e credibilità dei personaggi. L’obiettivo dichiarato è offrire un racconto cupo e solido, in cui folklore cavalleresco, tragedie personali e catastrofe ultraterrena si fondono in un unico tessuto.

Il gioco arriverà su Xbox Series X|S, PlayStation 5 e PC (Steam ed Epic Games Store), con supporto a Xbox Play Anywhere: chi lo acquista su piattaforma Microsoft potrà giocarlo sia su console sia su computer. Il focus esclusivo sulla generazione attuale lascia intendere un forte investimento su resa tecnica e qualità grafica; il trailer di gameplay, catturato in-game su PC, viene presentato come riferimento per le prestazioni che ci si può attendere.

L’elemento più delicato resta l’equilibrio del Dual Frontline Battle System. Un sistema così ambizioso, fondato sulla cooperazione costante tra protagonista e cavaliere evocato, rischia di risultare opaco se non rifinito con grande cura.

Se Eclipse Glow Games riuscirà a limare complessità e leggibilità senza snaturare la profondità alla base del progetto, Tides of Annihilation potrà candidarsi a nuovo titolo di riferimento per chi cerca un action game ad alta intensità, radicato nel mito arturiano e costruito su una visione dark fantasy di forte carattere.

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