Nel 2025 Vivo torna nella fascia alta con uno smartphone che punta forte su fotografia, prestazioni e cura costruttiva. L’X300 Pro, oggetto di questa prova, concentra scelte tecniche ambiziose e una dotazione da vero top di gamma. Il risultato è un dispositivo che va valutato nel suo insieme: non soltanto scheda tecnica, ma esperienza quotidiana, qualità dell’immagine, affidabilità del software e autonomia reale. Ecco com’è andata.
Confezione e promo di lancio
La scatola è essenziale: cavo USB-C e cover protettiva, niente alimentatore. In occasione del debutto commerciale, però, è prevista un’offerta che può includere caricabatteria e auricolari wireless; dettagli e combinazioni vengono spiegati più avanti, nella parte dedicata a prezzo e bundle. Una scelta minimale che viene parzialmente mitigata proprio dalle promozioni iniziali.
Design ed ergonomia
La prima impressione è di solidità. Il telaio in alluminio con profilo piatto e il vetro posteriore satinato danno un senso di qualità immediato, gradevole sia alla vista sia al tatto. Le dimensioni non sono da compatto: oltre 161 millimetri in altezza, 8 millimetri di spessore e 226 grammi sulla bilancia.
L’ampio modulo fotocamere sporge e si sente, soprattutto quando lo smartphone viene impugnato senza cover: chi preferisce dispositivi più snelli dovrà farci l’abitudine. La certificazione IP69 assicura protezione contro polvere e acqua, compresi getti ad alta pressione e condizioni ambientali gravose. L’estetica risulta meno “orientaleggiante” rispetto a vecchi modelli del marchio, con linee più vicine ai gusti europei.
Hardware e connettività
Sotto la scocca c’è il Mediatek Dimensity 9500 prodotto a 3 nanometri, capace di toccare i 4,21 GHz, affiancato da GPU ARM G1 Ultra. Il comportamento è quello già apprezzato su altri flagship provati in passato: fluidità costante e risposte immediate.
A supporto opera il coprocessore Vivo VS1 dedicato all’elaborazione dell’immagine. La memoria è proposta in un’unica configurazione ad alto profilo, con 16 GB di RAM e 512 GB UFS 4.1. Lato connettività si trova ciò che serve per un utilizzo moderno: eSIM, 5G, Wi-Fi 7 e Bluetooth 5.4. Manca l’ultra-wideband.
Bene la presenza del lettore d’impronte a ultrasuoni sotto il display e dell’uscita video tramite USB-C 3.2. L’audio stereo è convincente, pur senza primeggiare rispetto ad alcuni rivali di fascia analoga.
Fotocamere: sensori e resa sul campo

Il comparto fotografico è il punto di maggiore interesse. Il sensore principale da 50 megapixel con apertura ƒ/1.6 e la grandangolare, anch’essa da 50 megapixel con ƒ/2.0, sono affiancati da un tele con fattore 3,7x che impiega un sensore da 200 megapixel con apertura ƒ/2.7.
Questa combinazione consente ingrandimenti spinti con qualità sorprendente: oltre il 6x le immagini restano molto pulite e, in parte, utilizzabili anche a 10x. È una strada già vista su altri top, qui applicata con grande coerenza.
Gli scatti ottenuti durante la prova hanno convinto in modo netto. Merito del lavoro congiunto tra pipeline software e ottimizzazioni sviluppate con Zeiss: colori equilibrati, bilanciamento del bianco preciso, luci gestite con attenzione. In notturna, dove spesso emergono limiti e artefatti, le tre fotocamere si comportano con sicurezza offrendo file nitidi e controllati.
Il tele è l’elemento più sorprendente: quando c’è spazio per arretrare di un paio di passi e usarlo al posto del principale, restituisce immagini dettagliate in molte situazioni, comprese le macro realizzate senza ricorrere alla modalità automatica che sfrutta la grandangolare.
La fotocamera frontale da 50 megapixel convince per definizione e resa dell’incarnato. Il Ritratto isola bene i soggetti, con scontorni credibili e un bokeh gradevole.
Video e zoom avanzato con teleconvertitore Zeiss
Sul fronte video si può registrare in 8K oppure in 4K fino a 120 fps. Il migliore equilibrio, per qualità e stabilità, resta il 4K a 60 fps. La stabilizzazione funziona bene e la resa cromatica è coerente con la fotografia. Il passaggio tra le tre camere non è il più morbido in circolazione, area dove alcuni concorrenti effettuano uno switching più uniforme.
Interessante l’accessorio dedicato: un teleconvertitore che, grazie a lenti Zeiss di qualità, estende la portata fino a 200 millimetri equivalenti (circa 8,3x). È un componente fisico da montare sullo smartphone: non immediato da usare, ma capace di introdurre una profondità di campo che i telefoni, di norma, non riescono a replicare.
La resa è di alto livello; il costo va considerato perché il kit della lente è proposto a 349 euro, mentre il grip opzionale con funzione powerbank è indicato a 179 euro.
Schermo e comfort visivo

Il display mantiene le caratteristiche fondamentali del modello precedente: 6,78 pollici, risoluzione di 1.260 × 2.800 pixel, tecnologia OLED e refresh variabile da 1 a 120 Hz. La luminosità di picco raggiunge 4.500 nit, mentre il minimo arriva a 1 nit, dettaglio utile in ambienti bui.
Presente l’always-on personalizzabile, con impostazioni pensate per ridurre l’affaticamento degli occhi. La differenza più evidente rispetto allo scorso anno è la scelta di un pannello completamente piatto. Per chi non ama i bordi curvi è una notizia importante. In dotazione, una pellicola protettiva già applicata.
Software, interfaccia e aggiornamenti
Cambio di rotta lato software: in Europa arriva OriginOS, che prende il posto di FunTouchOS vista sui modelli precedenti. L’impostazione resta vicina ad Android “puro” nell’aspetto generale, ma introduce ritocchi utili e nuove opzioni grafiche su blocco schermo, tempi di animazione e interazioni.
La base è Android 16; sono previsti cinque major update e sei anni di patch di sicurezza, una politica di lungo periodo ai vertici del mercato. Nella pratica quotidiana il sistema scorre senza esitazioni.
Tra le funzioni spicca la barra laterale che avvia rapidamente app in finestra. Si può intervenire su moltissimi elementi dell’interfaccia: always-on, icone, font, animazioni. Il nuovo pannello per personalizzare il lock screen è più ricco e immediato rispetto al passato. Comoda la gesture che, trascinando verso il basso la notifica, apre l’app corrispondente in modalità finestra.
Funzioni utili e strumenti smart
Merita una citazione la modalità anti cinetosi: si attiva automaticamente quando il sistema rileva che l’utente si trova in auto o su un mezzo pubblico, limitando la sensazione di nausea legata al movimento. Non è l’unico smartphone a offrire qualcosa di simile, ma l’attivazione automatica è un plus concreto.
Presenti alcune funzioni AI basilari e piccole integrazioni con la “dynamic island” proprietaria, la quale consente anche di trascinare oggetti nella parte alta dello schermo per condividerli al volo.
Per ufficio e produttività torna utile Vivo Office Kit: consente di usare il telefono da PC e Mac e di trasferire file in modo semplice, una comodità che su macOS spesso richiede passaggi aggiuntivi.
Autonomia e ricarica

La batteria da 5.440 mAh garantisce una giornata piena di utilizzo tipico senza ansia da presa di corrente. L’efficienza con cui lavorano piattaforma e software si percepisce, specialmente nelle ore lontane dal Wi-Fi o durante sessioni prolungate di navigazione, social e fotocamera.
La ricarica cablata arriva a 90 W, mentre quella wireless raggiunge 40 W; tempi rapidi, utili quando si ha poco tempo. Va registrato un dato: la variante destinata al mercato cinese adotta una batteria da 6.510 mAh. La differenza, attribuita a limiti legati all’importazione europea, lascia l’amaro in bocca sapendo che altrove lo stesso modello integra una capacità maggiore. Nel complesso, però, l’autonomia resta sopra la media della categoria.
Prezzo, sconti e bundle
Il prezzo di listino è di 1.399 euro, cifra alta ma in linea con quanto richiesto da altri smartphone di fascia premium. Al momento della recensione, su Amazon sono presenti sconti che prevedono la fornitura del caricabatteria e di cuffie true wireless in abbinamento. In parallelo, alcuni operatori e store propongono bundle differenti: conviene verificare le offerte attive prima dell’acquisto, soprattutto se si è interessati agli accessori.
Valutazione finale
Il top di gamma di Vivo si presenta come uno dei prodotti più interessanti dell’anno. Per chi mette la fotografia in cima alle priorità, è la scelta che oggi verrebbe consigliata senza esitazione: la qualità generale degli scatti, con un tele davvero espressivo, fa la differenza.
Prestazioni sempre sul pezzo, display piatto luminoso e ben tarato, costruzione curata. La nuova interfaccia, ora allineata alla versione cinese, porta tante opzioni senza appesantire, con la sicurezza di aggiornamenti per un orizzonte temporale lungo. Ricarica molto veloce e buona autonomia chiudono il cerchio.
Il pacchetto complessivo è di livello alto e, con i bundle giusti, diventa ancora più interessante per chi cerca uno smartphone premium con ambizioni fotografiche reali.
