L’Italia si trova al centro di nuove preoccupazioni legate all’avanzata del mare sulle coste più fragili del Paese. Un recente rapporto del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici delinea uno scenario in cui numerose città, da Venezia a Lecce passando per Ostia e Cagliari, sono esposte all’erosione e all’innalzamento del livello del mare, con conseguenze che potrebbero trasformare radicalmente interi territori.
Gli esperti chiedono interventi urgenti e strategie mirate per scongiurare un futuro segnato dalla perdita di aree urbane e agricole preziosissime.
Lecce e il Salento: il mare avanza tra dune e campi agricoli
Lo studio focalizza l’attenzione in particolare lungo il litorale di Lecce, dove le mareggiate hanno già mostrato segni di invasione sempre più preoccupanti. Zone come Spiaggiabella, Torre Chianca e Frigole risultano particolarmente vulnerabili: qui, secondo le proiezioni degli scienziati, le superfici soggette a inondazione potrebbero quasi raddoppiare in quarant’anni.
La priorità, evidenziano i ricercatori, è ripristinare le dune naturali, mantenere canali di bonifica efficienti e pianificare lo sviluppo urbano integrando il rischio idraulico tra i criteri fondamentali.
Venezia: una città tra tre pericoli
Simbolo mondiale della fragilità costiera, Venezia affronta una triplice minaccia: innalzamento delle maree, terra che sprofonda e fenomeni estremi. Gli scenari più gravi parlano di una crescita del livello del mare fino a 140 cm entro il 2100, mentre basterebbe un aumento di 70-80 cm per vedere Piazza San Marco costantemente sommersa.
Il sistema MOSE, oggi baluardo contro le “acque alte”, sarà presto chiamato a proteggere la città con frequenza sempre maggiore, e questo sottolinea l’urgenza di una gestione avanzata e lungimirante.
Altre aree critiche: Lazio e Sardegna osservate speciali
Non sono immuni dal rischio nemmeno le coste laziali, dove Ostia, Fiumicino, la pianura Pontina e quella di Fondi figurano tra i territori maggiormente a rischio di allagamenti, secondo l’ENEA. Eventi estremi potrebbero lambire anche l’aeroporto di Fiumicino, richiedendo nuove barriere e aggiornamenti dei piani urbani.
In Sardegna, i progetti di monitoraggio stimano che 61 km² dell’area cagliaritana e 124 km² nell’oristanese potrebbero venire irrimediabilmente sommersi nei prossimi ottant’anni, travolgendo campagne e paesaggi un tempo sicuri. La mitigazione globale delle emissioni, secondo i climatologi, resta l’unico vero modo per preservare le coste e difendere l’identità di città e regioni che rischiano di scomparire sotto il livello del mare.

