Su Apple Music arriva la funzione per importare i brani da Spotify

Apple Music e Spotify

Apple estende l’importazione di brani e playlist da servizi terzi direttamente dentro Apple Music. Dopo un test circoscritto, la funzione arriva in otto Paesi e semplifica il passaggio da una piattaforma all’altra.

La novità è accessibile da iOS, iPadOS, Android e web, con gestione tecnica affidata a SongShift. Resta aperta una domanda: perché l’allargamento tocca, per ora, solo due mercati europei?

Dove è disponibile e come si usa

La novità, nativa nell’app Apple Music, consente di avviare l’import di librerie salvate e di playlist in pochi passaggi. Il rollout, partito a maggio in Australia e Nuova Zelanda, oggi coinvolge Brasile, Canada, Francia, Germania, Messico, Regno Unito e Stati Uniti. Gli account registrati in questi Paesi vedono la voce dedicata all’interno dell’app o dell’interfaccia web.

Perché l’integrazione con SongShift conta

SongShift opera anche come servizio autonomo e dialoga con le principali piattaforme di streaming. Integrato in Apple Music, riduce gli attriti: niente app esterne, meno passaggi, trasferimento più immediato di raccolte e preferiti. Per chi valuta un cambio di servizio, la presenza del tool direttamente nel player può sciogliere dubbi legati a tempo e complessità.

Il nodo Europa e il contesto di mercato

Al momento, tra i paesi UE interessati figurano Francia e Germania; non è specificato il criterio che ha escluso, per ora, gli altri Stati dell’Unione. È da ricordare che da settembre arrivano i rialzi di Spotify, con Premium a 11,99 euro per il singolo utente e Premium Family a 20,99 euro.

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