Windows 12 sarà un sistema ambient e multimodale con AI al centro

Windows schermata nera

Per evitare malintesi: nessuna conferma sul nome del prossimo sistema operativo Microsoft, né sul calendario. L’etichetta Windows 12 circola per comodità, ma resta ipotetica. E se c’è una lezione dal tramonto di 10X, è che a Redmond la rotta può cambiare rapidamente, anche per i feedback degli utenti.

In questo quadro, le parole di Pavan Davuluri, Corporate VP di Windows + Devices, delineano un progetto in fermento: un’esperienza ambient e multimodale, con l’intelligenza artificiale come filo conduttore.

Un OS “ambient”, centrato sul contesto

Davuluri ha spiegato che il calcolo tenderà a farsi più diffuso e naturale, attraversando vari fattori di forma e assumendo una vera multimodalità. Nel disegno che emerge, l’AI non resta in secondo piano: interpreta ciò che appare sullo schermo, analizza il contesto in modo continuo e connette i segnali dell’utente per offrire risposte pertinenti.

L’obiettivo, secondo il manager, è un sistema capace di capire l’intento semantico. Non solo input tradizionali: voce, testo, immagini e interazioni miste convergono, così che l’utente possa agire senza fermarsi tra un’attività e l’altra.

Voce al centro e interfaccia ripensata

Per il quotidiano, Davuluri immagina che si possa parlare al PC mentre si scrive o si disegna, o persino durante una conversazione con altre persone; il computer, riconoscendo il contesto, comprende cosa si vuole ottenere. L’interfaccia verrà ridisegnata in profondità: sarà poi il pubblico a decretare se la direzione è quella giusta.

Sul piano Vision, Microsoft ha diffuso il primo episodio di una serie che guarda al 2030, raffigurando un computer senza mouse e tastiera, con l’AI a fungere da regia delle interazioni. Nel breve termine, invece, arriva il saluto a Windows 10 e, in autunno, l’aggiornamento 25H2 di Windows 11, atteso come rifinitura più che come stravolgimento.

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