Dal 22 luglio YouTube richiederà che chi vuole trasmettere in diretta da solo abbia compiuto sedici anni. Una decisione che supera la precedente soglia di tredici e che, stando alla pagina di assistenza, punta a rendere più sicure le sessioni live dei creator più giovani.
Le novità arrivano senza una motivazione pubblica dettagliata da parte dell’azienda, ma rappresentano la revisione più significativa delle norme sul live streaming adolescenti dal 2019.
Un nuovo limite di età
Fino a oggi bastava aver raggiunto tredici anni per avviare una diretta individuale; tra poche settimane questo non sarà più possibile. Dopo la data indicata, i canali che non rispetteranno la nuova soglia anagrafica vedranno l’interruzione immediata dello stream e la disattivazione della chat, misura che impedirà commenti in tempo reale.
YouTube specifica di essere pronta a rimuovere qualunque trasmissione partita in violazione delle regole appena introdotte. In aggiunta, il servizio segnalerà con anticipo il cambiamento agli account interessati, affinché possano prepararsi e, se necessario, riorganizzare la programmazione dei contenuti.
Presenza attiva di un adulto
Gli utenti sotto i sedici anni non vengono esclusi dalle dirette, purché condividano lo schermo con un accompagnatore adulto visibilmente partecipe. Nelle linee guida si legge che la semplice comparsa fugace non basterà: l’adulto deve intervenire con la stessa continuità del giovane creator, dimostrando che la trasmissione è un’opera realizzata insieme.
YouTube aggiunge che, qualora il requisito non venga rispettato, la piattaforma interromperà lo streaming e, nei casi più gravi, potrà procedere alla chiusura dell’intero account, soprattutto se rileverà tentativi sistematici di aggirare il vincolo.
Accesso al canale per i genitori
Oltre alla presenza in video, i minori dovranno assegnare al loro accompagnatore il ruolo di editore, gestore o proprietario del canale. Questo permesso permetterà all’adulto di avviare la diretta dalla stessa pagina del giovane creator, superando il limite che finora ne confinava i poteri alla Control Room di YouTube Live.
In caso di violazione ripetuta, il servizio avverte che non basterà spostarsi su un secondo profilo: qualunque canale collegato all’utente già sospeso verrà bloccato, a dimostrazione di un sistema che non lascia scorciatoie.
