Veo 3, l’IA di Google che genera video da testo: come funziona e quanto costa

Sui social network hanno fatto capolino clip nelle quali una folla scappa senza motivo, qualcuno si tuffa in mare gridando “Forza Napoli”, mentre un moderno Ulisse affila le armi davanti alle mura di Troia. Sono scene surreali, nate da Flow e Veo3, la tecnologia di intelligenza artificiale generativa di Google svelata a fine maggio.

Questi cortometraggi, inseriti a pioggia su TikTok, X e YouTube, hanno acuito la difficoltà di distinguere realtà e finzione, ma hanno anche strappato più di un sorriso agli utenti.

Fino a pochi giorni fa, tali strumenti potevano essere usati in via ufficiale soltanto negli Stati Uniti, racchiusi nell’abbonamento AI Ultra da 250 dollari al mese. Chi ne aveva bisogno in italiano era costretto a stratagemmi complessi. Ora il quadro cambia perché Google ha aperto le porte di Veo3 anche all’Italia.

Da esclusiva statunitense ad accesso globale

La società di Mountain View ha esteso l’utilizzo di Veo3 a 159 nazioni, Italia compresa, all’interno del piano Gemini Pro da 22 euro mensili. Per i Paesi dell’Unione europea è disponibile la variante Fast, progettata per generare le sequenze in metà tempo rispetto alla release originale.

Si tratta quindi del debutto ufficiale nel mercato europeo, con l’obiettivo di rendere la creazione video basata su prompt testuali più immediata e accessibile.

Cosa offre Gemini Pro agli utenti europei

Il pacchetto Gemini Pro non coincide con l’AI Ultra statunitense — costa circa un decimo — ma consente comunque di realizzare fino a tre video al giorno. Ogni clip raggiunge i 720p di risoluzione e può durare otto secondi al massimo. Una soglia sufficiente per reel, short o meme visivi che affollano i feed contemporanei.

L’opzione Fast, grazie a server dedicati, riduce l’attesa tra l’inserimento del testo e la comparsa del risultato. Di fatto, chi lavora con contenuti brevi otterrà un vantaggio produttivo notevole senza dover ricorrere ad abbonamenti molto più onerosi oltreoceano.

Watermark SynthID: trasparenza sui contenuti

Google ha confermato che ogni elaborato nato da Veo3 dentro l’app di Gemini sarà marchiato con un watermark visibile. In parallelo, il gruppo applica SynthID a ogni frame: un’impronta digitale impercettibile all’occhio umano ma riconoscibile dagli algoritmi, utile per segnalare l’origine artificiale del filmato.

L’azienda ritiene prioritario offrire strumenti che aiutino gli spettatori a individuare ciò che proviene da un modello generativo, per arginare eventuali fraintendimenti e agevolare la corretta attribuzione.

Con questo doppio sistema di tracciamento, i creatori possono sperimentare liberamente mentre il pubblico resta informato sull’origine dei media che scorrono sullo schermo.

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