Da qualche mese circolano segnalazioni diffuse su un presunto difetto progettuale che interesserebbe la PlayStation 5. Secondo testimonianze provenienti da sviluppatori e videogiocatori, la console tenderebbe a spegnersi inaspettatamente, e l’incidenza pare aumentare col passare del tempo e in certe condizioni d’uso.
Gli spegnimenti imprevisti sembrano collegati alla particolare soluzione termica impiegata da Sony, basata su una lega liquida che fa aderire il processore all’heatspreader. Questo composto, di norma efficace, mostrerebbe limiti in specifici scenari caratterizzati da carichi intensi.
Il ruolo della lega termica fluida
Il sistema di raffreddamento di PS5 impiega Galinstan, una miscela di gallio, indio e stagno in grado di trasferire calore in maniera molto più efficiente rispetto alle classiche paste a base siliconica. La scelta era stata celebrata come una svolta, poiché consente temperature più basse e maggiore silenziosità della ventola.
La medaglia, però, presenta un rovescio: la lega è pure conduttrice di elettricità. Se non resta confinata nell’area tra chip e dissipatore, può infiltrarsi in punti sensibili della motherboard, provocando corti interni che bloccano l’avvio della macchina o ne causano l’arresto durante il gioco.
Perché la posizione verticale fa discutere
A rendere tutto più complicato interviene l’orientamento della console. Con console in piedi, la gravità spinge lentamente il metallo verso il basso, lasciando porzioni del chip scoperte. In assenza di contatto, l’APU non riesce più a cedere calore in modo uniforme.
Le cosiddette zone asciutte si traducono in un surriscaldamento repentino, soprattutto durante sessioni lunghe o titoli che spingono la grafica al limite. Fonti vicine al podcast Broken Silicon riferiscono che, dopo un recente aggiornamento di Path of Titans, alcuni giocatori hanno notato un incremento del 2-3 % dei casi di spegnimento rispetto ai valori normali.
Soluzioni adottate e preoccupazioni future
Nei modelli più recenti — PS5 Slim e PS5 Pro — Sony ha introdotto scanalature aggiuntive sull’APU e sul dissipatore per mantenere stabile la lega, affiancando la modifica a un sistema di ventilazione rivisto. L’obiettivo è ridurre al minimo il movimento del fluido.
Rimane però una parte consistente di prime unità sul mercato, ormai con garanzia scaduta, che non beneficia di tali accorgimenti. Chi ha acquistato la console al lancio potrebbe, in prospettiva, affrontare costi di riparazione non indifferenti.
Matthew Cassells, fondatore di Alderon Games, ha riferito di aver interpellato Sony e di aver ricevuto rassicurazioni sulle revisioni hardware, precisando che guasti a lungo termine non possono essere esclusi finché non emergeranno dati statistici più ampi. Il quadro resta dunque da monitorare nei prossimi anni.

