Il salto dal 3 al 5 nella denominazione del nuovo pieghevole di Honor non è frutto del caso. In Cina, il quattro viene evitato perché la pronuncia ricorda la morte, e l’azienda sceglie di passare direttamente a Magic V5, atteso per il 2 luglio.
Con questa mossa, Honor vuole riportare l’attenzione su un traguardo tecnico: uno spessore che potrebbe raggiungere i quattro millimetri scarsi, soglia ritenuta vicina al limite fisico oltre cui diventa arduo spingersi.
Perché saltare il numero 4
Gli ingegneri cinesi sanno che il quattro porta sfortuna, e spesso grandi società evitano quel numero nei prodotti destinati al mercato interno. Honor si uniforma a questa consuetudine saltando la sigla Magic V4, scelta che, se da un lato strizza l’occhio alle credenze locali, dall’altro dà al marketing un’occasione per presentare un balzo in avanti, più che una semplice iterazione.
Il nuovo V5 si prepara quindi a debuttare con un messaggio chiaro: l’interruzione della sequenza numerica diventa sinonimo di coraggio progettuale, non di superstizione. In questo modo la società consolida la propria immagine di marchio d’avanguardia, concentrato su scelte di design che sfidano le consuetudini.
Il nodo dello spessore e della USB-C
Per ridurre ogni frazione di millimetro, i progettisti hanno già assottigliato il telaio, spostando i contatti del connettore verso l’interno e lasciando solo la parte centrale visibile. Tutto ruota attorno alla porta USB-C, componente normato da precisi standard dimensionali che non ammettono grandi licenze creative.
Nei rendering ufficiali, il connettore sembra ancora più piccolo di quanto previsto dalle specifiche. Un’analisi attenta rivela che un normale cavo non entrerebbe nello spazio mostrato: il disegno proposto da Honor appare quindi più un esercizio di stile che un’immagine fedele.
La corsa al decimo di millimetro rischia di scontrarsi con la realtà meccanica: quando la porta raggiunge il suo ingombro minimo, il margine di assottigliamento del dispositivo si azzera.
Honor, dal canto suo, pubblica teaser che mostrano il telefono da diverse angolazioni. Le foto promozionali mettono in evidenza un corpo talmente sottile che, da chiuso, pare quasi coincidere con il blocco delle fotocamere.
Se le immagini rispecchieranno il prodotto finale, il marchio potrà vantare una nuova pietra miliare nella miniaturizzazione dei pieghevoli.
La gara fra pieghevoli ultrasottili
Nel 2024 il modello Magic V2 aveva raggiunto un profilo di 4,35 mm da aperto, cifra che gli valse la palma di pieghevole più snello sul mercato. In seguito OPPO, con il Find N5, abbassò ulteriormente la misura a poco oltre 4,2 mm, confermando che la soglia dei quattro millimetri è un obiettivo realistico ma difficilissimo da violare.
Con il prossimo V5, Honor punta a limare ancora un decimo, cercando di strappare il record ai rivali. Ogni frazione rimossa dal telaio implica mesi di lavoro su cerniere, batterie e dissipazione termica. Gli osservatori del settore attendono dunque la presentazione per capire se la casa di Shenzhen avrà davvero raggiunto l’obiettivo, o se il ritocco rimarrà confinato ai render.
Sebbene l’esito finale resti da verificare, la competizione tra produttori spinge in avanti tutto il segmento dei dispositivi pieghevoli. Il pubblico potrà beneficiare di smartphone più leggeri, eleganti e facili da trasportare, mentre i marchi misureranno la propria abilità in una sfida al millimetro.
