Pubblicità su WhatsApp rinviata per gran parte del Vecchio Continente: il servizio di messaggistica appartenente al gruppo di Menlo Park ha deciso di sospendere la novità nella sezione «Aggiornamenti» per gli utenti europei, scegliendo una strada più prudente rispetto a quanto accade nel resto del pianeta.
Un portavoce della Dublin-based Data Protection Commission ha fatto sapere che il lancio non sarà avviato prima del 2026, spiegando che il regolatore ha in agenda un confronto con l’azienda per valutare ogni aspetto legato al rispetto delle norme sulla riservatezza.
Perché l’Europa resta in attesa
Il Digital Markets Act, completamente operativo dal 2024, impone alle grandi piattaforme regole severe sulla raccolta e sull’uso dei dati.
L’autorità irlandese ha ricordato come, ad aprile, Meta abbia già ricevuto una sanzione da 200 milioni di euro per non avere fornito un percorso alternativo a chi desiderava un’esperienza social con minore raccolta di informazioni personali.
La stessa Commissione per la protezione dei dati – guidata da Des Hogan – ha ribadito che nessun annuncio potrà comparire nell’app finché non saranno chiariti i dettagli tecnici del progetto. Secondo quanto riferito, i funzionari stanno mettendo a punto un dossier da condividere con i colleghi degli altri Stati membri per presentare un’analisi congiunta.
Targetizzazione e condivisione dei dati
L’elemento più delicato riguarda il possibile incrocio delle preferenze espresse su Instagram o Facebook con quelle raccolte su WhatsApp tramite il Centro gestione account.
In pratica, chi collega i diversi profili consentirebbe alla holding californiana di offrire messaggi pubblicitari modellati su abitudini già note, ottenendo una personalizzazione che – almeno in teoria – dovrebbe rendere gli spot più pertinenti.
Meta assicura di avere progettato la funzione con il massimo riguardo per la privacy, sostenendo che l’utente potrà in qualunque momento scollegare i propri account o limitare la profilazione. Il gruppo di Mark Zuckerberg, però, preferisce rinviare il debutto europeo per evitare che una partenza frettolosa generi nuovi procedimenti e multe.
I vantaggi per gli utenti
Finché il confronto tra azienda e regolatori proseguirà, gli iscritti Ue potranno continuare a usare WhatsApp senza annunci promozionali nella scheda «Aggiornamenti».
La fase di valutazione offre anche alle autorità il tempo di definire linee guida più precise su come gestire la pubblicità dentro le chat, un tema che tocca milioni di persone e che richiede garanzie concrete sulla trasparenza dei processi di raccolta dati.
Meta, dal canto suo, intende dimostrare di aver fatto tesoro delle esperienze passate: gli esperti legali della società stanno collaborando con il team tecnico per tracciare procedure che tengano conto delle specificità normative di ogni Paese, con l’obiettivo di scongiurare nuovi stop forzati e di offrire funzioni coerenti con le aspettative di chi vive nell’Unione.

