Un robot è riuscito a risolvere il cubo di Rubik in 103 millisecondi

robot cubo di Rubik

Chi si ferma a guardare un video di speedcubing coglie subito tre passaggi fondamentali: studio del puzzle, progetto mentale delle mosse e rotazioni fulminee che rimettono i colori al loro posto.

Queste competenze, però, non restano appannaggio dell’essere umano: un gruppo di giovani ingegneri della Purdue University ha costruito un robot capace di chiudere il cubo più celebre al mondo in un lampo, firmando un nuovo Guinness World Records.

Nuovi primati per il cubo di Rubik

Negli ultimi mesi il cronometro è stato riscritto più volte, grazie a performance sempre più lampo che hanno infiammato la community. Ad aprile il setteenne Xuanyi Geng ha fissato il tempo umano a 3,05 secondi: il piccolo campione cinese ha limato il precedente 3,08 secondi registrato a febbraio.

Alla Purdue University il team guidato da Matthew Patrohay, Junpei Ota, Aden Hurd e Alex Berta ha presentato Purdubik’s Cube, in grado di completare la sequenza in appena 103 millisecondi. La corsa ai record ha toccato pure la versione 4×4×4: uno studente di informatica ha costruito un automa che conclude il rompicapo in poco più di 45 secondi, come riporta la Bbc.

Meccanica e algoritmi: il segreto del Purdubik’s Cube

Alla base del risultato si trova un sistema di visione artificiale che rileva i colori in tempo reale, traduce la disposizione iniziale in dati e avvia algoritmi capaci di scegliere il percorso più breve.

Il telaio robotico, progettato su misura, garantisce movimenti precisissimi e impedisce che i tasselli saltino via nonostante l’accelerazione estrema.

Sotto i cento millisecondi: il traguardo ancora più ambizioso

Con 103 millisecondi il robot è già più rapido di un battito di ciglia, pari a circa 200 millisecondi; nonostante ciò il team sogna di scendere sotto quota 100. Patrohay ha spiegato che il limite attuale è imposto dal materiale del cubo: i pezzi rischiano di rompersi o sganciarsi.

Per superare il problema i ricercatori hanno creato un nuovo nucleo rinforzato e ridisegnato le tessere centrali, riducendo gli attriti indesiderati.

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