La rivoluzione dei colori negli smartphone: dove è finito il classico nero?

smartphone colorati

Il comparto degli smartphone sta attraversando un periodo di transizione, con una lieve ripresa delle vendite globali dopo anni difficili. La concorrenza, comunque, si mantiene serrata e i produttori si stanno impegnando a trovare idee diverse per interessare un pubblico sempre più esigente.

In uno scenario in cui il design dei dispositivi appare spesso monotono, fatta eccezione per i pieghevoli (che, per ora, restano una nicchia), è il colore a diventare un tratto distintivo su cui molte aziende puntano con convinzione.

Se in passato dominavano quasi esclusivamente nero, bianco e grigio, adesso le tonalità si moltiplicano, con finiture che arrivano persino a imitare materiali naturali. Questa scelta non risponde solo a motivi estetici, ma si rivela una mossa strategica per farsi notare in un settore affollato.

Il colore come leva di vendita: un elemento determinante

Diversi analisti sostengono che la cromia influenzi in maniera decisiva gli acquisti, dato che una percentuale considerevole di persone indica proprio le nuance come spinta primaria a scegliere un prodotto. Gli smartphone, accessori che ognuno porta sempre con sé, riflettono la personalità di chi li utilizza, tanto da diventare una sorta di simbolo individuale.

I materiali pregiati utilizzati nella costruzione di molti telefoni meritano di essere messi in mostra, anche se la maggior parte degli utenti finisce per proteggerli con una cover per questioni di sicurezza. Le aziende che aggiornano spesso la gamma cromatica, includendo anche proposte insolite, di solito vedono un riscontro positivo in termini di vendite.

Motorola+Pantone: nasce Edge 50 Neo

Un esempio concreto si trova nel percorso di Motorola, che sta recuperando quote di mercato puntando su un’identità di marchio più orientata allo stile di vita. Secondo l’azienda, i fattori che contano al momento dell’acquisto sono la combinazione di colore, materiale e finitura. È in questa direzione che spicca, per esempio, l’Edge 50 Pro con una copertura in pelle vegana, confortevole al tatto e utile a migliorare la presa.

Al centro di questa trasformazione si colloca la collaborazione con Pantone, riconosciuta globalmente per la consulenza sui trend cromatici. Grazie a questo sodalizio, Motorola riesce a prevedere le sfumature più apprezzate con molti mesi di anticipo e offre dispositivi calibrati con precisione anche dal punto di vista dell’immagine sullo schermo.

In tale contesto, si inserisce il nuovo Edge 50 Neo, che amplifica la linea Edge 50 aggiungendo quattro tonalità Pantone: una chiara dal sapore “latte,” una grigia più sofisticata, un blu intenso e un deciso rosso, come illustrano anche le fotografie fornite.

L’insieme è completato da una cover coordinata in plastica robusta e da un leggero aroma distintivo che si avverte appena si estrae l’apparecchio dalla scatola. Per chi lo desidera, il dispositivo può essere acquistato in un pacchetto che comprende anche gli auricolari Moto Buds+ (creati assieme a Bose).

I colori di iPhone 16

Apple, pioniere nella diffusione degli smartphone, ha adottato sempre di più la varietà cromatica. Se i primi modelli erano solo bianchi o neri, l’azienda di Cupertino ha man mano introdotto colorazioni più vivaci. L’iPhone 5c, per quanto non abbia ottenuto un successo clamoroso, è ricordato per aver dato avvio a una nuova estetica in plastica multicolore.

L’arrivo del titanio sui modelli Pro di iPhone 15 ha riportato l’attenzione su finiture metalliche più classiche per la fascia alta. D’altra parte, l’azienda ha optato per palette giocose sulle versioni standard: i recenti iPhone 16 puntano su blu acceso, verde acquamarina e rosa tenue, oltre ai consueti nero e bianco.

Osservando la storia di iPhone, notiamo una graduale trasformazione nel modo di sfruttare i colori: dal “space gray” e l’oro dell’iPhone 5S, fino al giallo e corallo dell’iPhone XR, si assiste a una continua ricerca di tinte che catturino l’occhio dei clienti.

Un ritorno a tonalità audaci? Dai frigoriferi retrò agli iMac G3

La tendenza degli smartphone a indossare look pieni di brio può richiamare un’epoca passata, quando negli anni ’50 e ’60 gli apparecchi elettronici, dai televisori ai frigoriferi, erano spesso un tripudio di cromie eccentriche.

Alcuni prodotti iconici, come gli elettrodomestici Smeg o la radio Brionvega Cubo di Zanuso e Sapper, sono entrati nella storia del design e troneggiano tuttora in musei specializzati. Anche il mondo dei computer è stato segnato dall’arrivo degli iMac G3 a fine anni ’90, frutto dell’ingegno di Steve Jobs e Jony Ive, che hanno ridato smalto a un’Apple in difficoltà.

Dopo una fase successiva dominata da tinte neutre, ci ritroviamo in un momento in cui colorare un device diventa un’espressione di personalità, in linea con la crescente presenza della tecnologia nella vita quotidiana.

L’unicità di Nothing

Nel grande fermento legato alle tonalità, i produttori continueranno a sperimentare combinazioni inedite per rendere ogni dispositivo più originale. Chi crea smartphone sta scoprendo che la cromia funziona come mezzo di comunicazione, capace di evocare sensazioni e valorizzare lo stile individuale.

C’è però chi va oltre la semplice palette: la società Nothing, per esempio, ha ottenuto riconoscibilità con la trasparenza dei suoi Nothing Phone (1) e (2), oltre ai più recenti (2a) e (2a Plus).

Hanno introdotto una retroilluminazione LED personalizzabile, detta Glyph Interface, che si discosta dal consueto look monocolore. Non si può parlare di una rivoluzione assoluta, ma il team guidato da Carl Pei, considerato da molti un manager davvero visionario, ha segnato un piccolo passo avanti nel mondo dei cellulari.

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