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WhatsApp, arriva il parental control: come funziona e cosa possono vedere i genitori

WhatsApp
Foto subjob © 123RF.com

La gestione dello smartphone dei più giovani entra in una nuova fase anche su WhatsApp. L’app di messaggistica introduce infatti una serie di strumenti pensati per consentire alle famiglie di definire alcune regole sull’utilizzo del servizio da parte degli adolescenti, senza permettere agli adulti di accedere al contenuto delle conversazioni.

La novità viene distribuita a livello internazionale e riguarda anche l’Italia. Il sistema è destinato agli account già utilizzati da ragazzi con più di 13 anni e la sua attivazione non è automatica: si tratta di una possibilità che può essere scelta dalla famiglia.

Cosa possono controllare i genitori su WhatsApp

Il nuovo sistema interviene soprattutto sulle modalità con cui l’account del teenager può interagire con altre persone e utilizzare alcune funzioni della piattaforma.

Un adulto potrà, per esempio, configurare determinate impostazioni relative alla privacy, stabilendo chi può visualizzare la fotografia associata al profilo e quali utenti possono aggiungere l’adolescente a un gruppo.

Un elemento importante riguarda la modifica successiva di queste preferenze. Se il ragazzo desidera rendere meno restrittiva una delle impostazioni definite attraverso il controllo parentale, sarà necessaria l’autorizzazione dell’adulto. La conferma avviene utilizzando un PIN scelto dal genitore.

L’obiettivo è quindi offrire uno spazio di gestione condivisa, lasciando alle singole famiglie la possibilità di scegliere quali strumenti utilizzare. I controlli sono infatti facoltativi e possono essere modificati oppure disattivati successivamente.

Gruppi, Stato e Canali: arrivano nuovi strumenti di supervisione

Le possibilità offerte dal sistema non si fermano alle impostazioni del profilo. Una parte delle funzioni riguarda i gruppi WhatsApp, uno degli strumenti maggiormente utilizzati all’interno dell’app.

Il genitore può ricevere un avviso nel momento in cui l’adolescente entra in un nuovo gruppo oppure decide di abbandonarlo. Una notifica è prevista anche nel caso in cui una delle chat collettive alle quali partecipa il ragazzo aumenti considerevolmente il numero dei componenti.

Sono previste opzioni dedicate anche ad altre aree del servizio. Gli adulti possono intervenire sulle modalità di utilizzo dei Canali e sulle impostazioni collegate agli aggiornamenti di Stato, scegliendo quali contenuti possono essere visualizzati dal teenager e chi può vedere quelli pubblicati dal suo account.

Il sistema comprende inoltre alcune possibilità legate a Meta AI. Il genitore può decidere quale configurazione utilizzare per l’esperienza con l’intelligenza artificiale: oltre alla modalità standard prevista per gli utenti dai 13 anni in su, è disponibile una soluzione maggiormente restrittiva denominata “Contenuti limitati”.

I genitori non possono leggere le chat dei figli

L’introduzione delle nuove possibilità di supervisione non modifica uno degli aspetti centrali del funzionamento di WhatsApp: la riservatezza delle comunicazioni personali.

Anche attivando i controlli parentali, infatti, un genitore non ottiene l’accesso ai messaggi privati del teenager e non può ascoltarne le chiamate attraverso questi strumenti.

Le comunicazioni continuano a essere tutelate dalla crittografia end-to-end. Il contenuto rimane quindi disponibile esclusivamente ai partecipanti alla conversazione e, secondo quanto ribadito dalla piattaforma, non può essere consultato neppure da WhatsApp.

La supervisione riguarda dunque le impostazioni e determinate modalità di utilizzo dell’app, non ciò che viene scritto o detto nelle conversazioni personali.

WhatsApp amplia le funzioni dedicate alle famiglie

Le novità per gli adolescenti si inseriscono in un progetto più ampio sviluppato nel corso del 2026. A marzo WhatsApp aveva presentato anche gli account gestiti da un genitore destinati ai più piccoli, con caratteristiche differenti rispetto agli strumenti annunciati ora per i teenager.

In quel caso il sistema permette a un adulto di collegare e amministrare l’account utilizzato da un minore, decidendo per esempio quali persone possono contattarlo e a quali gruppi può partecipare. L’esperienza è inoltre concentrata sulle funzioni di messaggistica e chiamata.

I nuovi controlli presentati a fine settembre seguono invece un’impostazione pensata specificamente per gli adolescenti e puntano a fornire alle famiglie un livello di supervisione modulabile.

La configurazione utilizza un unico PIN e prevede avvisi destinati al genitore. Non esiste però un livello di controllo obbligatorio uguale per tutti: le impostazioni possono essere adattate alle esigenze della famiglia e cambiate nel tempo.

WhatsApp ha inoltre spiegato che questo rappresenta soltanto l’inizio del percorso. Gli strumenti dedicati alle famiglie saranno sviluppati progressivamente anche sulla base delle indicazioni raccolte dagli utenti.

Per chi utilizza WhatsApp con figli adolescenti, quindi, l’app diventa più personalizzabile dal punto di vista della supervisione. Il punto centrale resta la separazione tra gestione delle impostazioni e privacy delle comunicazioni: i genitori possono intervenire su alcuni aspetti dell’esperienza digitale dei ragazzi, mentre messaggi e chiamate personali continuano a rimanere riservati.

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