Un asteroide sta per passare vicino alla Terra: quanto è grande e perché non temere

asteroide Terra

La comunità astronomica ha appena inserito nei cataloghi il minuscolo asteroide 2025 OW. Domani, 28 luglio, alle 13:52 (ora italiana) si assisterà a un “saluto” spaziale fuori dal comune: il corpo roccioso, largo in media 67 metri – cioè circa dieci oltre l’altezza della Torre di Pisa – scorrerà a 633.092 chilometri dall’atmosfera terrestre, distanza che corrisponde a poco più del doppio di quella che ci separa dalla Luna.

L’Agenzia spaziale statunitense ha già precisato che non esiste alcun rischio di collisione; l’incontro è quindi da considerare del tutto sicuro, seppure scientificamente prezioso.

Una distanza da primato

Passaggio ravvicinato è l’espressione giusta: i 633.092 chilometri previsti domani rappresentano la minima separazione che 2025 OW raggiungerà nei prossimi dieci anni. Un valore tanto contenuto, per gli standard astronomici, colloca l’evento fra i sorvoli più stretti registrati di recente per oggetti di piccola taglia.

L’orbita dell’asteroide lo porterà a “ripresentarsi” intorno alla Terra ogni anno, ma le simulazioni indicano che non si avvicinerà di nuovo tanto da vicino prima del 2035. Sorvoli annuali, quindi, ma difficilmente con parametri da record come quelli del 28 luglio.

Quanto è grande davvero

Con un diametro stimato di 67 metri, 2025 OW rientra nella categoria dei Near-Earth Objects di piccole dimensioni. Sebbene la misura possa sembrare contenuta, un corpo di questo genere concentrerebbe comunque sufficiente energia da generare danni localizzati se colpisse la superficie; ecco perché i tracciamenti accurati risultano essenziali.

È importante però ricordare le proporzioni: orbite di questo tipo, per asteroidi inferiori al centinaio di metri, di norma si svolgono a qualche milione di chilometri. Il confronto sottolinea quanto l’incontro di domani sia insolitamente ravvicinato – seppure ancora ampiamente al di fuori di qualsiasi zona di pericolo.

Telescopi necessari per vederlo

Dal punto di vista osservativo la situazione è meno spettacolare: al picco dell’avvicinamento la luminosità dell’asteroide toccherà magnitudine 17, circa 25.000 volte più fioca del limite percepibile a occhio nudo sotto un cielo perfettamente buio. Per immortalare la scia di luce occorrono telescopi di grande apertura affiancati da riprese a lunga esposizione.

Gli appassionati privi di strumentazioni professionali dovranno quindi accontentarsi dei dati forniti dai network scientifici. La NASA ribadisce l’assenza di qualunque pericolo, invitando a considerare l’evento un’ottima occasione didattica: un promemoria di come il monitoraggio costante del cielo permetta di conoscere – e tranquillizzare – il pubblico sui tanti piccoli viaggiatori che abitano il Sistema Solare.

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