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SPID o CIE, cosa usano di più gli italiani: la risposta nei numeri ufficiali

SPID vs CIE
Immagine generata con Intelligenza Artificiale

Per entrare nei servizi online della Pubblica Amministrazione, i cittadini possono utilizzare sia lo SPID sia la Carta d’Identità Elettronica. I due strumenti svolgono una funzione simile, ma vengono impiegati in modo molto diverso. La loro diffusione, infatti, non coincide sempre con l’utilizzo effettivo.

I numeri presi in esame mostrano una preferenza piuttosto chiara. Circa 33 milioni di italiani utilizzano lo SPID, mentre le CIE attivate per accedere ai servizi digitali sono circa 22 milioni. La carta elettronica è presente nei portafogli di moltissime persone, ma spesso continua a essere considerata soprattutto un documento fisico da mostrare quando serve.

SPID è diventato uno strumento familiare

Lo SPID ha conquistato spazio grazie alla sua presenza in numerosi momenti della vita quotidiana. Viene utilizzato per consultare informazioni personali, presentare domande, scaricare certificati e accedere alle piattaforme degli enti pubblici. Una volta completata l’attivazione, il cittadino può entrare nei diversi portali usando le credenziali e l’applicazione collegata al proprio gestore.

Questa abitudine si è rafforzata nel tempo. Molte persone hanno imparato a usare lo SPID per necessità e hanno poi continuato a preferirlo anche quando era disponibile la CIE. Il sistema è completamente digitale e può essere gestito attraverso lo smartphone, spesso ricorrendo al riconoscimento biometrico oppure a un codice temporaneo.

Secondo i dati riportati, lo SPID viene scelto nel 90% dei casi. La percentuale mette in evidenza un divario importante: la possibilità di usare la Carta d’Identità Elettronica esiste, ma non ha ancora cambiato le abitudini della maggior parte degli utenti.

La CIE è diffusa, ma viene usata meno online

La situazione della Carta d’Identità Elettronica è particolare. Il numero dei documenti distribuiti è elevato perché la CIE sostituisce progressivamente la vecchia carta cartacea alla scadenza. La sua presenza tra la popolazione, quindi, aumenta in modo naturale con il rinnovo dei documenti.

Possedere la carta, però, non significa necessariamente utilizzarla come identità digitale. Per accedere ai servizi online occorre conoscere i codici associati al documento e disporre di uno strumento in grado di leggerlo. A seconda della procedura scelta, può essere necessario avvicinare la carta a uno smartphone compatibile oppure ricorrere a un apposito sistema di lettura.

Questi passaggi possono sembrare meno immediati rispetto a una procedura già conosciuta. Chi ha imparato a entrare nei portali pubblici con lo SPID tende a mantenere lo stesso metodo, soprattutto quando funziona e permette di completare rapidamente l’operazione. La CIE resta così spesso nel portafoglio, utilizzata come documento di riconoscimento più che come chiave per i servizi digitali.

I numeri raccontano la crescita dello SPID

Nel periodo considerato, le identità SPID hanno superato quota 33 milioni e mezzo. Nel solo 2022 ne sono state rilasciate oltre 6 milioni, a conferma di una crescita ancora sostenuta. Ancora più significativo è il dato relativo agli accessi: durante lo stesso anno sono state registrate oltre un miliardo di autenticazioni, quasi il doppio rispetto ai circa 570 milioni dell’anno precedente.

È cresciuto anche il numero delle amministrazioni che permettono di utilizzare questo sistema. Gli enti pubblici abilitati sono arrivati a 12.624, con un aumento di oltre 3.200 unità in un anno. Parallelamente, è salito da 83 a 151 anche il numero dei soggetti privati che hanno integrato lo SPID nei propri servizi.

Queste cifre aiutano a comprendere perché il sistema sia diventato così familiare. Più aumentano le piattaforme compatibili, più i cittadini trovano occasioni per utilizzare le stesse credenziali. Si crea così un meccanismo che rafforza ulteriormente la posizione dello SPID: l’utente lo sceglie perché lo conosce e continua a conoscerlo meglio perché lo incontra su un numero crescente di portali.

Due strumenti simili, ma con abitudini molto diverse

Il confronto non riguarda soltanto il numero di SPID rilasciati o di carte elettroniche prodotte. Il punto centrale è l’uso concreto. La CIE ha il vantaggio di essere un documento pubblico destinato progressivamente a tutta la popolazione, mentre lo SPID ha costruito negli anni una maggiore familiarità nell’accesso ai servizi online.

I dati indicano quindi una differenza tra disponibilità e utilizzo. Molti cittadini possiedono entrambi gli strumenti, ma quando devono svolgere una pratica digitale scelgono quello che considerano più semplice e conosciuto. In questo momento della fotografia statistica, la preferenza va nettamente allo SPID.

Qualunque evoluzione futura dell’identità digitale dovrà tenere conto di queste abitudini. La diffusione della CIE rappresenta una base molto ampia, ma per trasformarla nello strumento usato ogni giorno servono procedure comprensibili e immediate. I numeri ufficiali mostrano che il documento elettronico è già nelle mani degli italiani; la vera sfida consiste nel renderlo altrettanto presente nelle loro attività online.

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