Spagna, stretta sui social: verso il divieto agli under 16

La Spagna si prepara a introdurre una normativa che punta a limitare in modo netto l’accesso dei più giovani ai social network, con un pacchetto di regole che tocca sia gli utenti sia i colossi tecnologici. Il progetto prevede un innalzamento dell’età minima per l’utilizzo delle piattaforme, sistemi di controllo avanzati e una linea molto più dura su contenuti illegali e d’odio, seguendo il solco tracciato da altri Paesi che hanno già scelto di intervenire sulla tutela dei minori nel digitale.

Divieto ai social sotto i 16 anni e verifiche d’età

Nel nuovo quadro regolatorio delineato dall’esecutivo spagnolo, l’accesso a social network come Facebook, Instagram e servizi analoghi verrebbe consentito solo dai 16 anni in su, con l’obiettivo dichiarato di tenere lontani i più piccoli da ambienti online ritenuti rischiosi.

Per rendere effettivo il limite anagrafico, i gestori delle piattaforme dovranno integrare strumenti di verifica dell’età molto stringenti, concepiti per essere difficili da aggirare.

Nuovi reati legati agli algoritmi e osservatorio sulle divisioni sociali

Il pacchetto normativo non si ferma all’obbligo di eliminare i contenuti vietati, ma allarga il perimetro delle responsabilità alle modalità con cui questi materiali vengono diffusi e amplificati. Tra le misure annunciate rientrano sanzioni per persone fisiche e aziende digitali che contribuiscono a far circolare materiale illegale tramite i propri algoritmi, con l’intenzione dichiarata di trasformare manipolazione algoritmica e amplificazione di contenuti fuorilegge in un nuovo reato previsto dal codice penale.

Nel disegno complessivo è prevista inoltre la creazione di una sorta di osservatorio, incaricato di misurare in modo sistematico come le piattaforme online alimentano divisioni sociali e di fornire così un quadro aggiornato sugli effetti dei social sul tessuto civile. Questa struttura dovrà monitorare i fenomeni di polarizzazione e frammentazione del dibattito pubblico che nascono sulle principali reti sociali, offrendo dati utili per gli interventi futuri.

Spagna, alleanze europee e precedenti internazionali

Secondo quanto trapela dalle dichiarazioni del governo spagnolo, la nuova legge viene considerata una priorità politica e il procedimento parlamentare che ne consentirà l’adozione dovrebbe avviarsi già dalla settimana successiva all’annuncio. Le tempistiche esatte restano difficili da quantificare, ma il governo ha lasciato intendere che la Spagna si muove in un contesto in cui diversi governi hanno ormai perso la pazienza di fronte agli effetti dei social sulla vita dei più giovani.

Un riferimento diretto riguarda l’Australia, che ha già introdotto il divieto di social network per gli under 16, con risultati definiti significativi nel primo mese di applicazione delle nuove regole. Sul fronte europeo, la Francia sta portando avanti un progetto simile ma parametrato ai 15 anni, mentre la Danimarca lavora a un rafforzamento delle tutele con la stessa soglia anagrafica, mettendo l’accento sui danni che le piattaforme possono arrecare all’infanzia.

Emmanuel Macron ha fatto trapelare l’obiettivo di rendere operativo il divieto ai social per i minori già dal prossimo autunno, in corrispondenza dell’avvio del nuovo anno scolastico, così da far coincidere il giro di vite con un momento chiave per la vita degli studenti.

Pedro Sánchez, dal canto suo, ha ricordato che la Spagna collabora con altri cinque Paesi europei per rafforzare e coordinare l’applicazione delle regole sui social a livello transfrontaliero, segnalando che si tratta di una questione che supera i limiti dei singoli Stati e richiede una risposta condivisa a livello europeo.

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