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Apple presenta il nuovo Mac Studio: chip M5 Ultra e memoria fino a 512 GB

Apple Mac Studio
Foto © apple.com

Apple rinnova uno dei suoi computer professionali più compatti senza modificarne l’impostazione esterna. Il nuovo Mac Studio conserva infatti il formato introdotto nel 2022, ma cambia profondamente al suo interno grazie all’arrivo dei processori M5 Max e M5 Ultra. L’aggiornamento punta soprattutto sulle attività legate all’intelligenza artificiale, sulla grafica avanzata e sulla gestione di progetti particolarmente complessi.

La versione con M5 Max parte da 3.049 euro e comprende 36 GB di memoria unificata e un’unità SSD da 512 GB. Per il modello con M5 Ultra sono necessari almeno 6.699 euro: la configurazione iniziale offre 96 GB di memoria e 1 TB di archiviazione. Le consegne cominceranno il 22 settembre, mentre la variante più estrema con 512 GB di memoria unificata arriverà verso la fine di ottobre.

M5 Ultra introduce una nuova architettura

La novità principale è rappresentata dal debutto di M5 Ultra, definito come il processore Apple più potente realizzato finora. La sua struttura si distingue da quella dei precedenti chip della famiglia Ultra. Il nuovo componente nasce dall’unione di due package M5 Max, ognuno formato da una coppia di chiplet dedicati a CPU e GPU.

In totale sono quindi presenti quattro die fisici, collegati attraverso due differenti livelli. La tecnologia Fusion opera all’interno di ciascun M5 Max, mentre una versione aggiornata di UltraFusion mette in comunicazione i due package. Il sistema operativo e le applicazioni continuano comunque a vedere l’intera struttura come un solo processore.

Apple dichiara una larghezza di banda superiore a 4,4 TB/s per il collegamento UltraFusion, contro i 2,5 TB/s della soluzione impiegata in M3 Ultra. Anche la densità delle connessioni sarebbe cresciuta di oltre sei volte.

M5 Ultra può integrare una CPU fino a 36 core, suddivisi fra 12 core ad alte prestazioni e 24 core ad alta efficienza. Rispetto a M3 Ultra, l’azienda indica miglioramenti fino a 1,25 volte nelle attività single thread e fino a 1,3 volte in quelle multi thread. La GPU può invece raggiungere gli 80 core, ognuno dotato di un Neural Accelerator destinato ad accelerare i calcoli legati all’intelligenza artificiale.

La memoria diventa un vantaggio per l’IA locale

La configurazione più avanzata del nuovo Mac Studio supporta fino a 512 GB di memoria unificata. Non cambia soltanto la capacità complessiva: la banda raggiunge 1,2 TB al secondo, con un aumento del 50% rispetto a M3 Ultra.

Una quantità di memoria così elevata può risultare particolarmente utile per lavorare con modelli di intelligenza artificiale di grandi dimensioni direttamente sul computer. La maggiore larghezza di banda dovrebbe inoltre velocizzare l’elaborazione e la generazione dei contenuti, anche se i risultati effettivi dipenderanno dal tipo di carico utilizzato.

Apple parla di una capacità di calcolo per l’IA fino a 4,5 volte superiore rispetto a M3 Ultra. Sul fronte delle applicazioni professionali, il nuovo Mac Studio raggiungerebbe prestazioni fino a 3,3 volte maggiori nel training di modelli con CopyCat in Foundry Nuke e fino a quattro volte superiori nell’elaborazione dei prompt attraverso LM Studio.

M5 Max si rivolge a creativi e sviluppatori

Il modello con M5 Max rappresenta una soluzione meno estrema, ma comunque progettata per affrontare attività impegnative. Il chip comprende una CPU a 18 core e una GPU configurabile fino a 40 core, mentre la memoria unificata può arrivare a 128 GB.

Secondo Apple, la componente grafica offre prestazioni fino al 50% superiori rispetto alla generazione precedente. I miglioramenti interessano lo sviluppo software, la fotografia, il montaggio video, la grafica tridimensionale e i carichi collegati all’IA.

Il ray tracing hardware di terza generazione è pensato per rendere più accurata la gestione di luci, ombre e riflessi nelle applicazioni 3D e negli effetti visivi. Il Media Engine continua invece a elaborare direttamente formati come H.264, HEVC, ProRes e AV1. M5 Ultra dispone del doppio dei blocchi di codifica e decodifica rispetto a M5 Max e può riprodurre contemporaneamente fino a 33 flussi ProRes 422 in 8K a 30 fps.

SSD più veloci e connettività aggiornata

Il rinnovamento interessa anche l’archiviazione. Il nuovo Mac Studio adotta una struttura SSD basata su PCIe Gen 6 che, secondo i dati comunicati, può offrire prestazioni fino a due volte superiori a quelle della generazione precedente. Il vantaggio dovrebbe emergere soprattutto durante la gestione di video ad alta risoluzione, progetti voluminosi e modelli IA locali.

La dotazione comprende Thunderbolt 5 e il chip N1 progettato da Apple, grazie al quale arrivano Wi-Fi 7 e Bluetooth 6. È presente anche il supporto al genlock tramite USB-C, utile per sincronizzare un display con una sorgente video professionale.

Il Mac Studio può infine controllare fino a otto schermi nello stesso momento. In alternativa, è possibile collegare quattro Studio Display XDR alla piena risoluzione 5K e con frequenza di aggiornamento di 120 Hz. Il design rimane quindi compatto, ma le caratteristiche collocano il nuovo modello fra le soluzioni Apple più ambiziose per creativi, sviluppatori e professionisti dell’IA.

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