Amazon ha deciso di mettere in pausa Prime Air in Italia e, per ora, l’idea delle consegne con droni nel nostro Paese si ferma. La comunicazione è arrivata all’Enac, l’ente che supervisiona l’aviazione civile, che ha ricevuto lo stop ufficiale sul progetto di “drone delivery” avviato a San Salvo, in Abruzzo, insieme alla sospensione del percorso legato alla certificazione come operatore.
Nel messaggio l’azienda parla di una revisione strategica. Il punto, nella sostanza, è che Amazon ritiene che il contesto operativo italiano non offra oggi le condizioni adatte per far crescere il servizio nel lungo periodo, pur citando il lavoro svolto con le autorità e i progressi sul fronte regolatorio.
Prime Air in Italia e i test a San Salvo
Il piano era stato presentato nell’ottobre 2023 e prevedeva l’impiego del drone MK-30, un velivolo automatizzato pensato per trasportare pacchi fino a circa 2,3 chilogrammi. L’operatività ipotizzata ruotava intorno al centro logistico di San Salvo, con un raggio d’azione stimato in circa 12 chilometri.
Nel dicembre 2024, i primi voli di prova avevano dato esito positivo: il drone aveva effettuato test all’interno dell’area autorizzata, facendo leva su sistemi di computer vision studiati per evitare ostacoli e migliorare la sicurezza in volo.
La motivazione ufficiale e le letture alternative
La spiegazione formale è legata alla strategia complessiva di Amazon e a una valutazione di sostenibilità del progetto nel quadro italiano. In altre parole, l’azienda sostiene che, anche con un dialogo costruttivo e risultati regolatori, lo scenario non sarebbe oggi coerente con gli obiettivi di lungo periodo del servizio.
Accanto alla versione ufficiale, emergono ricostruzioni che collegano la retromarcia a un contesto più complicato, segnato da vicende finanziarie recenti. In questa lettura, il clima attorno al gruppo avrebbe inciso sulla scelta di non proseguire con il lancio commerciale in Italia, dopo una fase di sperimentazioni e preparativi.
Cosa cambia per clienti e sistema logistico
Per i consumatori l’impatto immediato è limitato: le consegne continueranno ad avvenire con i canali tradizionali. Il segnale più rilevante riguarda piuttosto la traiettoria tecnologica della logistica nel Paese. Lo stop rappresenta un rallentamento per un segmento che, negli ultimi mesi, era stato alimentato da test, investimenti e infrastrutture dedicate.
Resta aperta la domanda su cosa succederà nei prossimi mesi: se la collaborazione tra istituzioni e aziende tecnologiche riuscirà a creare condizioni più favorevoli oppure se progetti analoghi verranno sperimentati altrove con maggiore continuità.

